Piaggio Beverly
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- Provata da:
- Massi
- Prezzo:
- 4250
- periodo prova:
- maggio 2010
- chilometri percorsi:
- 15
- consumo medio:
- non calcolato
- note particolari:
- Nel vano ho trovato una Gazzetta, che fosse del collega Falsaperla?
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vota 1
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vota 2
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vota 7
Score = 2/7
A Pontedera, in un tempo non troppo lontano, contava la sportività; ora conta l'eleganza. Sintomo dell'evoluzione darwiniana che corre o delle mode che vanno e vengono, fatto sta che i termini cambiano. Ma cambierà anche la sostanza?
Correva l'anno 2001, quando, in occasione della presentazione dell'inedito Beverly 200, venne fatto riferimento – non senza una certa insistenza – alla sportività di codesto prodigio scooteristico che si faceva condurre come (se non meglio) di una moto vera.
Il segreto di questa speciale formula, era da ricercare in una ciclistica che contava su un telaio a doppia culla, presentato alla stampa con toni non meno entusiastici di quelli che accompagnarono, un anno fa, il telaio in fibra di carbonio della Desmosedici di Stoner. Sono passati dieci anni e 270.000 unità vendute e ora la Piaggio presenta, nella capitale della moda, l'erede di quello stesso scooter. Oggi come allora si chiama Beverly, serve per portarti da un punto A a un punto B in modo piacevole e a la page, ma cambiano i termini di riferimento: in questa presentazione nessuno ha avuto l'ardore di parlare di sportività.
Ne deduco che il Beverly non è più sportivo; il Beverly è eleganza. Si volta pagina.
Dunque, via libera a estenuanti panegirici sulla particolare forma dei led, sul taglio modaiolo della cravatta sul frontale, sulle ricercate doppie cuciture della sella, sull'eleganza dei cerchi a 20 razze e, udite-udite, sulla comodità minimal-chic del gancio appendi casco a scomparsa. Persino i particolari più tecnici, quali il disco anteriore smisurato (300 mm), il vano sottosella più capiente (ci stanno due full-jet) e il serbatoio da ben 12,5 litri e le motorizzazioni da 125 e 300 cc a iniezione, appaiono inevitabilmente pervasi da un'accecante allure glamour. Avrebbero potuto presentarlo durante la design week o la settimana della moda, altroché.
Del presunto animo sportivo del Beverly nessuna traccia. Nemmeno una trovata pubblicitaria tipo “Chi Beverly mangia le pieghe” o una cosa così. Ma come va questo Beverly? Ha perso la sua indole? È diventato un fighetto tutto chiacchiere e distintivo? Clarks e ventiquattrore? Ho cercato conferme; per prima cosa ho individuato il celeberrimo telaio a doppia culla e mi sono rasserenato. Allo stesso tempo, credo di aver colto la motivazione del cambio di strategia di comunicazione: uno scooter non potrà mai essere equiparato a una moto. Chi compra uno scooter perché è in cerca di prestazioni è probabilmente un venusiano (il T-Max non conta, si compra perché è di moda). Nel mondo, lo scooter si sceglie perché è utile, pratico, comodo; in Italia anche e soprattutto perché “fa tendenza”. E allora, facciamo tendenza.
A mio modesto parere, questo è un po' un peccato, perché se c'è un motivo per cui vale la pena spendere 4.250 euro per uno scooter di nome Beverly, quello è da ricercare nelle sue doti dinamiche. Niente a che vedere col telaio in carbonio di Stoner, intendiamoci, però sta in strada, ha un bel motore (soprattutto il 300 Quasar) e se vi basta una due ruote qualsiasi per sognare, vi permette di divertirvi e di fare il giretto in campagna la domenica. Sempre e comunque con estrema eleganza.
GALLERY
photo di PiaggioPRESTAZIONI
| Albero | Rullo | |
|---|---|---|
| P. Max | non calcolata | non calcolata |
| C. Max | non calcolata | non calcolata |
- Velocità calcolata: non calcolata
- Consumi: non calcolati
Noi vogliamo dirvi solo la verità, ecco perché tutto ciò che troverete in questa pagina sarà una raccolta di dati puramente oggettivi e soprattutto riscontrabili. I rilevamenti al banco, infatti, a differenza dei test strumentali (con cui si misurano gli spazi di arresto, l'accelerazione etc), non possono venire influenzati da variabili ambientali quali: la temperatura dell'asfalto, il clima meteorologico e il numero di donnine che si sono accompagnate al pilota la sera prima del test.
SCHEDA TECNICA
| MOTORE | CICLISTICA | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| tipo | monocilindrico 4T | telaio | doppia culla in tubi di acciaio | ||||||
| alesaggio x corsa | 75 x 63 mm | sospensione anteriore | forcella tradizionale, escursione 90 mm | ||||||
| cilindrata | 278 cc | sospensione posteriore | doppio ammortizzatore con precarico regolabile, escursione 81 mm | ||||||
| distribuzione | sohc | freno anteriore | disco 300 mm con pinza a 2 pistoncini | ||||||
| raffreddamento | a liquido | freno posteriore | disco 240 mm con pinza a 2 pistoncini | ||||||
| alimentazione | iniezione elettronica | ruote anteriori | 3.00”x16”; pneumatico: 110/70 - ZR16 | ||||||
| cambio | variatore automatico | ruote posteriori | 3.50”x14”; pneumatico: 140/70 – ZR14 | ||||||
| frizione | capacità serbatoio | 12,5 litri | |||||||
| Potenza dichiarata | 16,5 kW (22,2 CV) a 7250 giri/min | quote principali |
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| coppia dichiarata | 23 Nm (2,34 kgm) a 5750 giri/min | Normativa antinquinamento | Euro 3 | ||||||









