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Il nostro Nick e Lord Chris sono andati sul circuito di Adria per dimostrare a se stessi che né l’età né i chili di troppo possono influire quando c’è “il manico”. Il problema sovviene quando “il manico” non c’è. Ecco la storia di come si sono fatti umiliare

IN SINTESI: prendi una 125 pensata per imparare; allestiscila per affrontare un trofeo dedicato ai giovanissimi e falla guidare, in pista, da due fratelli che, degli adolescenti, non ricordano più né le fattezze né l’agilità. Impegnati a farsi superare da destra e da sinistra e a ingarellarsi tra loro, cosa avranno capito della piccola Yamaha due trentenni rincitrulliti?

Lord Chris è mio fratello maggiore e, ovviamente, questo è un nomignolo che gli ha affibbiato il nostro fantasioso fotografo Max, rinomato autore di soprannomi memorabili. Come me, anche Chris guida la moto, solo che lo fa con molta più eleganza, da qui il titolo nobiliare. Anche se da ragazzino tirava le penne con la Vespa ET3 e ora si atteggia a purista in sella a una V11 Sport, finora non era mai stato in pista. Avevamo dunque il debuttante perfetto per testare la Yamaha R125 in versione Cup.

Trattasi di moto – e conseguente formula trofeo – pensati per portare i più giovani a scoprire la pista e le gioie delle sgomitate in piena piega. Quest’anno il campionato per giovani leve, realizzato dalla Yamaha assieme alla Malossi con la collaborazione della Scuola Motociclistica Italiana, giunge alla sua seconda edizione e amplia la sua offerta: le categorie sono raddoppiate e oltre alla classe “rookie”, riservata a ragazzi dai 14 ai 18 anni alla loro prima esperienza, si aggiunge la classe “open” che non prevede limiti di età o di esperienza e nella quale – ne evinciamo – è ammesso l’uso di chiodi arrugginiti, asce dentate, martelli da gladiatore, cerbottane al cianuro e armi da fuoco artigianali.

Per le due categorie, ovviamente, sono stati approntati due diversi kit, ma più che per prestazioni differenti si caratterizzano per una maggiore resistenza allo stress per la “open”, sulla quale è previsto un radiatore del liquido di raffreddamento maggiorato. Altre differenze riguardano la centralina elettronica e l’albero a camme, mentre il gruppo termico da 180 cc e lo scarico, entrambi Malossi, sono gli stessi. In buona sostanza la potenza nelle due versioni non differisce di molto, se non per un paio di cavalli. Vi starete a questo punto chiedendo di quale massiccia dose di potenza stiamo parlando: siamo nell’ordine dei 22 CV all’albero per la “rookie” e 25 per la “open”. In pratica sul rettilineo di Adria si fa in tempo a bere un caffè, ma non fatelo ogni giro perché rischiate di diventare nervosi.

In ogni caso rispetto alla versione stradale della R125 c’è un abisso. Se n’è accorto subito pure Lord Chris che aveva guidato l’ultima 125 nei primi anni Novanta, quando erano ancora libere, selvagge e a due tempi e lui era un diciottenne che andava in vacanza a Rimini. Al primo passaggio sulla R125 in configurazione codice, l’ho visto scuotere la testa interdetto mentre dei ragazzini sugli Zip Malossi lo sverniciavano da tutti i lati. Lascia fare a me che sono esperto, gli ho detto. E infatti hanno sverniciato pure me. Per quanto la fluidità di erogazione sia notevole, gli 11 kW del 125 quattro tempi Yamaha non sono mai abbastanza.

Guidare la versione trofeo offre, invece, tutt’altra soddisfazione: per merito della gommatura Pirelli, della messa a punto oltre che della potenza di una decina di ronzini superiore ai 15 CV legali. Con la Cup, in entrambe le declinazioni, siamo riusciti a dare un po’ più filo da torcere agli scooterini: in staccata, ingresso curva e percorrenza della stessa, uno Zip, per quanto bombardato, non può competere con una ciclistica da moto vera, uno dei principali pregi della R125. In accelerazione il gap era poi livellato. Il risultato è che alla fine ci hanno sverniciato comunque, ma non per demerito della moto.

Vorrei chiudere con alcune informazioni supplementari: per partecipare come “rookie” il costo è di 3.000 euro e comprende principalmente il kit di preparazione, la tuta, il casco, una carena in vtr, un treno di gomme Pirelli e l’iscrizione a tutte e 5 le gare. Costa 400 euro in più arruolarsi tra gli “open”, ma si ha diritto all’albero a camme, alla centralina tarata diversamente, al radiatore supplementare ed altre chicche.Tuttavia sono previste notevoli agevolazioni per i primi iscritti, specie tra i “rookie”: per informazioni vi conviene consultare il sito yamaha-racing, dite pure che vi mandiamo noi. Il vincitore tra i “rookie” potrà scegliere se portarsi a casa una R125 nuova o partecipare alla R6 Cup nel 2011. Chi vincerà tra gli “open” potrà, invece, scegliere se correre nel 2011 con la R6 o la R1.

Io e il Lord ci stiamo pensando, anche se l’idea di farci strapazzare da un’orda di ragazzini assatanati non ci entusiasma. E poi, chi glielo dice alla mamma?

Per vedere la fantastica, meravigliosa, emozionante intervista doppia dei due fratelli Andreetto, clicca qui.

SCHEDA TECNICA

MOTORE CICLISTICA
tipo monocilindrico 4T telaio Deltabox in acciaio
alesaggio x corsa 52 x 58,6 mm sospensione anteriore forcella tradizionale da 33 mm, escursione 130 mm
cilindrata 124,66 cm3 sospensione posteriore monocross, escursione 125 mm
distribuzione dohc freno anteriore disco singolo 292 mm con pinze a 2 pistoncini
raffreddamento a liquido freno posteriore disco singolo 230 mm con pinza a singolo pistoncino
alimentazione iniezione elettronica ruote anteriori 100/80 – ZR17
cambio a 6 rapporti ruote posteriori 130/70 – ZR17
frizione multidisco In bagno d’olio capacità serbatoio 13,8 litri
Potenza dichiarata 11 kW (15 cv) a 9000 giri/min quote principali
- interasse: 1.355 mm - angolo di sterzo: 24,2°
- lunghezza: 2.015 mm - avancorsa: 86,1 mm
- altezza sella: 818 mm - peso dichiarato a secco : 138 kg
coppia dichiarata 12,24 Nm (1,25 kgm) a 8000 giri/min

 



About the Author

Nicola Andreetto
Responsabile editoriale. Autoproclamatosi dottore in filosofia centaura con una tesi “Sul rapporto tra uomo e motocicletta ai tempi del colera", annoiò commissione e astanti al titolo. Nostalgico per partito preso e senza motivo alcuno, ama il ferro, specie se arrugginito e inorridisce all'associazione meccanica-elettronica (questo prima di guidare una Multimultimultistrada). Nonostante l'aspetto bruto è un sentimentale: conserva la foto del Morini 50 e la sua adorata “Cibina” (a pezzi, nel freezer). Dovrebbe rinunciare a qualche fetta di salame e prendere in considerazione il progresso: è convinto che la forcella rovesciata abbia la ruota per aria. Per Real-Bikes pensa e parla ma quasi mai in quest'ordine. Il suo blog personale è www.scusamamma.it.