Review
C’è chi ama viaggiare in crociera e chi a 60 anni ancora parte zaino in spalla con un interrail. Non sapendo cosa scegliere, siamo andati in Svizzera con entrambi!
I nostri 3 più affezionati lettori sanno che, al principiar della stagione autunnale, Real-Bikes partì per una spedizione alla conquista della Svizzera. Il programma, meticolosamente studiato a tavolino, prevedeva un tour emozionante tra le bellezze svizzere che da Milano ci avrebbe portato a Lugano, poi a Bellinzona e infine a Lucerna; il tutto, ovviamente, condito da un bel po’ di passi alpini. Decidemmo di battezzare la missione Swiss Rally 2010 (e presto ne vedrete il film!)
Le compagne di viaggio prescelte sono due viaggiatrici che in comune hanno poco più che il numero di cilindri e di ruote, ossia Yamaha Super Ténéré e KTM Supermoto T.
I soliti 3 fortunati che non si perdono nemmeno un secondo delle nostre disavventure, già sanno che il buon esito della spedizione in terra elvetica fu inficiato da una sfiga senza precedenti, il che, applicato a un viaggio alpino in moto, si traduce con qualche tonnellata di neve nel momento più delicato della spedizione, ossia il valicamento del “famigerato” Grimsel pass (se volete un’anticipazione video cliccate qui, oppure qui). La mini truppa di Real Bikes è rimasta così bloccata per tre giorni nel rinomato rifugio Grimselblick con la sola possibilità di lanciare S.O.S. via Facebook e di pianificare la salvaguardia della specie ai danni dell’unica cameriera via via sempre più appetibile e, ovviamente, di ingurgitare per spirito di sopravvivvenza gli unici alimenti disponibili: bratwurst, patate e birra. Nel caso questo preambolo vi possa far supporre che non abbiamo avuto la possibilità di farci un’idea sulle moto in questione, vi sbagliate di grosso. Cianciare di tutto è il nostro forte, dunque, anche in questo caso non ci tiriamo indietro.
Una, la giapponese più tedesca d’oriente, pesa 261 kg ed è l’antagonista più accreditata del “must modaiolo” BMW R1200 GS (è inutile non riusciamo a fare un test senza nominarla). Dalla sua ha una grande capacità di carico, una seduta estremamente confortevole e un motore elastico e addomesticato. L’altra, l’austriaca, si propone come la profeta del turismo in monoruota, pesa 167 kg e tra le sue doti principali spiccano un motore rabbioso, una ciclistica da staccata e un cupolino fatto sì per nascondere le sue origini di maximotard, ma che ripara piuttosto bene. Due moto, insomma, che interpretano in maniera del tutto opposta il concetto di turismo, un po’ come una crociera e un interrail, ognuna con le sue carte vincenti, ma anche con qualche pecca.
La Super Ténéré, ad esempio, sulla carta figura come la meno divertente tra le due, e infatti è così. Le sue doti sono altre, come ad esempio il carattere del motore: forse un po’ “vuotino” ai bassi ma molto elastico lungo tutto l’arco di erogazione e rapido nel prendere giri; una qualità che permette di macinare chilometri senza perdere un solo scorcio di panorama e senza stancarsi mai. Con la Yamaha, addirittura, una volta metabolizzati gli ingombri e il peso, ci siamo rilassati pure nei tratti più trafficati, per merito di una buona distribuzione dei pesi e di una frizione a dir poco burrosa.
Discorso opposto, invece, per l’SMT. La “Supermoto vestita”, infatti, ha mostrato poca tolleranza ai contesti cittadini palesando un fastidioso on-off che a lungo andare fa venire voglia di spalancare il gas con arroganza e fregarsene dei semafori. Inoltre la KTM mal digerisce le andature in souplesse, pretendendo dal pilota un utilizzo frequente del cambio. In pratica, si fatica a scendere senza strattoni sotto i 3500 giri con un rapporto sopra il terzo. Il tiro, poi, è tutto sopra i 4000, ma a quel punto, per un motivo o per l’altro, si è già infranto il codice della strada. Per una supermotard 990 non c’è nulla di male, ma per una viaggiatrice sarebbe preferibile un po’ più di dolcezza.
La prospettiva cambia quando la strada si fa più tortuosa, ambiente dove la SMT doppia la Ténéré sotto ogni aspetto: rapida, sempre pronta in uscita di curva e, soprattutto tanto, tanto divertente. Il manubrio alto istiga a una guida di corpo e la totale mancanza di ammennicoli tecnologici fa ricordare i bei vecchi tempi, quando ”il motore” veniva addomesticato dalle sole capacità del pilota. La Yamaha, in questo caso, non potendo sfoggiare le medesime qualità dinamiche, prende paga in termini di pura gioia motociclistica, ma rilancia mettendo sul piatto un avantreno solido e la bontà dell’ABS con sistema di frenata integrato, che magari non saranno garanzia di divertimento, ma permettono di affrontare un passo alpino innevato senza troppi patemi.
Per finire, anche alla voce “capacità di carico”, è possibile notare la filosofia differente di queste due moto. Gli ingegneri Yamaha hanno puntato tutto sul litraggio, dotando la Super Ténéré di due enormi parallelepipedi a sviluppo verticale capaci di contenere comodamente di tutto, persino il kit del perfetto reporter (computer portatile, due telecamere, reflex, accessori vari, maalox e, ovviamente, qualche mutanda). L’unico difetto che abbiamo riscontrato riguarda la serratura con il coperchio che, se non chiuso a dovere, in caso di strada sconnessa, rischia di aprirsi come il tappo di una bottiglia di spumante. L’SMT, invece, in termini di borse ha puntato tutto sulla “figheria”, infatti, non hanno una grande capacità di carico (chi scrive sta ancora cercando di capire a che tipo di forma geometrica assomigliano) ma sono perfettamente integrate col design della moto. Il loro difetto principale? Non puoi staccarti da loro, neanche quando parcheggi la moto. E non perché sono belle, ma per il semplice motivo che se le lasci dove stanno, vista la mancanza di una qualsivoglia serratura, c’è il rischio che te le rubino.
In definitiva, abbiamo scoperto l’acqua calda e cioè che se volete viaggiare è molto meglio la Super Ténéré, ma se volete godere come dei ricci prendete la SMT. Era necessario andare fino in Svizzera per capirlo? Assolutamente no, ma perché rinunciare.
ACCESSORI UTILIZZATI
Caschi Nolan X-lite X-802
Massi: Alpinestars giacca Stunt, pantaloni Air Textile, guanti S1
Nick: Alpinestars giacca Dual Air, pantaloni Air Textile, guanti SP-5
SCHEDA TECNICA
| MOTORE | CICLISTICA | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| tipo | bicilindrico a V 75° (in linea) | telaio | in acciaio | ||||||
| alesaggio x corsa | 101 x 62,4 mm (98 x 79,5) | sospensione anteriore | forcella upside-down con steli da 48 mm, escursione 160 mm (steli da 43 mm, escursione 190 mm) | ||||||
| cilindrata | 999 cc (1199) | sospensione posteriore | monoammortizzatore progressivo regolabile escursione 180 mm (190 mm) | ||||||
| distribuzione | dohc 4 valvole per cilindro | freno anteriore | Doppio disco da 305 mm con pinze a 4 pistoncini (doppio disco da 310 mm con ABS e UBS) | ||||||
| raffreddamento | a liquido | freno posteriore | Disco singolo da 240 mm con pinza a doppio pistoncino (282 mm) | ||||||
| alimentazione | iniezione elettronica | ruote anteriori | 3.50”x17” (nd); pneumatico: 120/70 – ZR17 (110/80 – ZR19) | ||||||
| cambio | a 6 rapporti | ruote posteriori | 5.50”x17” (nd); pneumatico: 180/55 – ZR17 (150/70 – ZR17) | ||||||
| frizione | multidisco In bagno d’olio | capacità serbatoio | 19 litri (23 litri) | ||||||
| Potenza dichiarata | 114 CV a 9000 giri/min (110 CV a 7250) | quote principali |
|
||||||
| coppia dichiarata | 97 Nm a 7000 giri/min (114 Nm a 6000) | Normativa antinquinamento | |||||||
















