Review

Se ti chiedi a cosa serva una lottatrice di sumo da 260 kg e 200 CV è perché non hai mai guidato una di queste

IN SINTESI: a una prima occhiata potrebbe sembrare un enorme missile e in effetti anche alla seconda e alla terza… Ma la ZZR 1400, in altri mercati nota anche come Ninja 1400, non è un mostro rabbioso che vuole disintegrare il mondo, quanto un soffio corposo e vellutato che ti fa viaggiare più veloce di quanto tu non abbia mai fatto. In altri termini una signora moto alla quale forse manca solo una cosa…

Ebbene sì, è grossa e fa pure una certa impressione, con questo testone e lo sguardo un po’ da pesce gatto. Poi leggi 1400, pensi 200 CV e ti sudano i palmi delle mani al pensiero di dover affrontare un viaggio di oltre 1000 km in sella a questo siluro giapponese. Quando ruoti la chiave e accendi il quadro ti senti pronto a gridare “Banzai!”. Tiri un bel respiro e quando riapri gli occhi sei già ritornato a casa. Più veloce della luce.

To the moon and back

La mia luna di miele con la ZZR inizia un pomeriggio di settembre: installo, senza difficoltà, una borsa da sella sfruttando gli appositi ganci, mi infilo nella carena e punto il musone verso la Sardegna. La pianura Padana è una formalità da sbrigare, e il più in fretta possibile, prima di imbarcarsi a Genova, destinazione Porto Torres. Fiuuuuhm”, passo come un soffio grigio e profondo: probabilmente nessuno, sul ciglio della statale 10, si prende il disturbo di distinguere quest’ombra che scorre via verso il tramonto e il mare. Tutt’altra cosa rispetto lo sguardo rispettoso che mi rivolgono gli altri motociclisti in cui mi imbatto: la ZZR incute un certo timore reverenziale, è tanta tanta roba. Ed è anche una delle poche moto in grado di affascinare trasversalmente vari generi di motociclista, è un concentrato di tecnologia giapponese e potenza a buon mercato, in altri termini per molti rappresenta la moto definitiva ideale. Per tutti gli altri è una sorta di pornostar maggiorata, una su cui almeno un giretto sogneresti di fartelo per vedere cos’è capace di fare, ma alla quale non ti avvicinerai mai per timidezza o per quel vago senso di inadeguatezza.

In realtà è molto più abbordabile di quanto si pensi. Tutt’altro che rabbiosa o ribelle esegue il suo compito come il migliore dei soldati, ma non richiede di essere domata, né capita, solo sfruttata. Tu vuoi fare una cosa e lei la fa nel modo più rapido che tu possa immaginare, e più veloce va la tua immaginazione, più veloce sarà lei.

Le traiettorie del mio viaggio sardo si raccordano perfettamente l’una dietro l’altra. Improvvisamente mi sembra di non sbagliare mai un colpo, non un lungo, non un dritto, non serve forzare. Basta spostare l’indice destro sopra la leva per sentire i freni, con tanto di ABS, che rallentano il bestione. Le curve spariscono sotto le Battlax BT014 più velocemente di quanto riescano a riapparire all’orizzonte e mi parlano della voracità della ZZR. Sento che potrei passare giorno e notte in sella senza sprecare una goccia di sudore e senza per questo annoiarmi.

Costante e vellutata, la ZZR è tanto progressiva da sembrare elettrica. Come in un videogame (clicca qui e vedi il video!), ci beviamo il biscione costiero che da Alghero porta a Bosa senza alcun scompiglio e forse è proprio questa l’unica macchia della ZZR, che ormai ho già ribattezzato “lamiacicciona”. Con una così ti aspetteresti di andare in affanno e invece no, ti aspetteresti tachicardia e invece è tutto estremamente freddo e perfetto, scientifico. Ti sembrerebbe che una moto da 200 CV fosse un’acquisto di pancia e invece qui è tutto razionale.

 

Piacere, sono ZZR 1400, risolvo problemi.

Uno smanettone qualsiasi ti minaccia? Dagli la paga.

La tua ragazza dice che le moto sportive sono scomode? Falla ricredere.

Devi fare Milano-Parigi-Stoccarda-Milano in giornata? Basta solo che butti la patente.

ACCESSORI UTILIZZATI

Giacca: Alpinestars Dual Air

Pantaloni: Alpinestars Air Textile

Guanti: Alpinestars SP-5

Stivali: Alpinestars Mille Riding

Casco: X-Lite X-802

SCHEDA TECNICA

MOTORE CICLISTICA
tipo quattro cilindri in linea telaio monoscocca in alluminio
alesaggio x corsa 84 x 61 mm sospensione anteriore forcella upside-down con steli da 43 mm, regolabile in compressione, estensione, precarico
cilindrata 1352 cc sospensione posteriore monoammortizzatore con regolazione continua in compressione, estensione, precarico
distribuzione dohc freno anteriore doppio disco wave 310 mm con pinze ad attacco radiale e 4 pistoncini, ABS
raffreddamento a liquido freno posteriore disco wave 250 mm con pinza a doppio pistoncino, ABS
alimentazione iniezione elettronica ruote anteriori 3.50”x17”; pneumatico: 120/70 – ZR17
cambio a 6 rapporti ruote posteriori 6.00”x17”; pneumatico: 190/50 – ZR17
frizione multidisco In bagno d’olio capacità serbatoio 22 litri
potenza dichiarata 142 kW (193 CV) a 9500 giri/min quote principali
- interasse: 1.460 mm - angolo di sterzo: 23°
- lunghezza: 2.170 mm - avancorsa: 94 mm
- altezza sella: 800 mm - peso dichiarato a secco : 257 kg
coppia dichiarata 154 Nm (15,7 kgm) a 7500 giri/min normativa anti-inquinamento Euro 3



About the Author

Nicola Andreetto
Autoproclamatosi dottore in filosofia centaura con una tesi “Sul rapporto tra uomo e motocicletta ai tempi del colera", annoiò commissione e astanti al titolo. Nostalgico per partito preso e senza motivo alcuno, ama il ferro, specie se arrugginito e inorridisce all'associazione meccanica-elettronica (questo prima di guidare una Multimultimultistrada). Nonostante l'aspetto bruto è un sentimentale: conserva la foto del Morini 50 e la sua adorata “Cibina” (a pezzi, nel freezer). Dovrebbe rinunciare a qualche fetta di salame e prendere in considerazione il progresso: è convinto che la forcella rovesciata abbia la ruota per aria. Per Real-Bikes pensa e parla ma quasi mai in quest'ordine.