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RB: Medici… ehm, giornalisti in prima linea. Nella storica officina di Romeo Ferraris, il comitato scientifico di Real-Bikes – con l’ausilio delle più moderne tecnologie – ha analizzato a fondo la prima delle sei novità 2010 firmate Kawasaki, la Z750R.

IN SINTESI: la Kawasaki si fa il tuning in casa. Nel 2011 la best-seller Z750 verrà affiancata dalla versione R, con sospensioni nuove, freni più aggressivi e tanto, tanto nero: è una special di serie destinata a motociclisti più “adulti”

Nel tempio del tuning a quattro ruote italiano, è stata presentata la nuova Kawasaki Z750R e, per l’occasione, la redazione di Real-Bikes ha abbandonato i consueti panni dello scribacchino (completo di tweed e pipa per lui, camicetta bianca e gonna sotto il ginocchio per lei) per indossare quelli di un serissimo pool di osservazione scientifica. La missione è scoprire cosa è cambiato con l’introduzione della R nel nome e se, per rivitalizzare un modello con qualche primavera sul serbatoio e da sempre in testa alle classifiche di vendita, è proprio necessario stravolgerne le basi o basta – per ora – soltanto qualche piccolo accorgimento.

Anamnesi. Ricetta che funziona non si cambia. La Z750 è una delle moto che in questi ultimi anni ha avuto più successo in Italia, 125.000 esemplari venduti in Europa e il merito di aver portato alla ribalta le potenzialità del motore settemmezzo una decade prima di tutti gli altri. Tra i suoi punti di forza, la facilità di guida e il prezzo contenuto; i contro sono la qualità “economica” di parte della componentistica e le doti ciclistiche sottodimensionate rispetto alle potenzialità del motore.
Proprio per questo, tra i vari esemplari di motociclista, l’acquirente medio della Z750 è quello più sensibile al fascino dell’after-market: per lui modificare l’estetica della moto o “pimparle” motore e sospensioni è pratica usuale. Peccato che in Italia, tale pratica sia più condannata dei reati contro la persona e contro il patrimonio (il minimo è il decadimento della garanzia, il massimo la perdita dell’omologazione in caso di interventi sulla ciclistica).

Cura. Per questo motivo la Kawasaki ha deciso di farsi la special in casa, ossia di affiancare alla Z750 la versione R le cui modifiche vanno a colmare esclusivamente le (poche) lacune della versione base, su tutto la qualità di freni e sospensioni: pinze radiali (ereditate dalla Z1000), tubazioni in treccia e forcella regolabile all’avantreno, mono con serbatoio separato (regolabile anch’esso) e nuovo forcellone in alluminio (in Kawa lo definiscono “complesso”, mah…) per il retrotreno. Il telaio è stato leggermente irrigidito in modo da compiacere gli sportivoni della domenica, mentre il look è stato reso più aggressivo grazie a un nuovo disegno del cupolino, una bella spruzzata di nero qua e là (pedane, strumentazione, e terminale di scarico), una apprezzabile rinfrescata a tutti i trattamenti superficiali e qualche accessorio giusto se questo non fosse ancora abbastanza (come lo scarico Akrapovic). Per la “cattiva” Z750R, proprio come per la versione base, esiste anche la versione ABS, che erroneamente nessuno si filerà.

Diagnosi a vista. La presentazione è stata statica per tutti, per cui non abbiamo avuto modo di provare la moto e non possiamo garantirvi l’efficacia di queste modifiche. Di certo, conosciamo bene la versione base e non possiamo che concordare con l’esigenza di migliorarne alcune caratteristiche, su tutto la qualità delle sospensioni, almeno a uso e consumo dei motociclisti più scafati. Per ora noi sospendiamo il giudizio e aspettiamo di poterci levare il camice e indossare il casco.

SCHEDA TECNICA

MOTORE CICLISTICA
tipo quattro cilindri in linea telaio tubolare in acciaio
alesaggio x corsa 68,4 x 50,9 mm sospensione anteriore forcella upside-down con steli da 41 mm, regolabile in estensione e precarico
cilindrata 748 cc sospensione posteriore monoammortizzatore regolabile in estensione e precarico
distribuzione dohc, 16 valvole freno anteriore doppio disco semiflottante 300 mm con pinze radiali a 4 pistoncini
raffreddamento a liquido freno posteriore disco singolo 250 mm con pinza a singolo pistoncino
alimentazione iniezione elettronica ruote anteriori pneumatico: 120/70 – ZR17
cambio a 6 rapporti ruote posteriori pneumatico: 180/55 – ZR17
frizione multi disco In bagno d’olio capacità serbatoio nd
Potenza dichiarata 77 kW (106 CV) a 10500 giri/min quote principali
- interasse: nd - angolo di sterzo: 31°
- lunghezza: nd - avancorsa: nd
- altezza sella: nd - peso dichiarato a secco : nd
coppia dichiarata 78 Nm (8 kgm) a 8300 rpm Normativa Antinquinamento Euro 3

 



About the Author

Massimo Miliani
Responsabile prove. Detto anche "il biondino" o "Faccia d'angelo" o ancora "Lo Zingaro felice" o semplicemente "L'esagitato" a seconda del grado di umidità presente nell'aria. Per i Carabinieri, la Stradale, la Guardia di Finanza e gli ausiliari del traffico rimane soltanto Massimo Miliani, classe 1980 giornalista, impennatore e psicologo. È nervoso vorace e notoriamente impaziente: he wants it all, he wants it now. Nonostante cerchi di mantenere un pubblico contegno per passare inosservato alle Forze dell'Ordine, non riesce a non impennare appena salta in groppa a una moto (o a schiantarsi contro le Nissan di vecchi francesi con i baffi a manubrio). Per Real-Bikes impenna, sbatte le ciglia e assume pose da divo.