Review
Massi torna a scuola. Riuscirà Marco Lucchinelli a cavarne qualcosa di buono?
Quali sono gli elementi per un perfetto corso di guida? Pochi partecipanti, una pista facile ma tecnica e un istruttore carismatico e competente. Sembra facile, eppure in Italia sono pochi i corsi con questi requisiti. Noi uno lo abbiamo trovato, si chiama Corsidiguida.it, e questa è la nostra esperienza.
Premessa:
Tra i pochi vantaggi che traggo dallo scrivere per Real-Bikes, c’è quello di essere invitato (ogni tanto) qua e là a test dinamici, meeting, presentazioni e quant’altro. Nella mia ipotetica classifica personale di tali eventi, annovero:
- al terzo posto, qualsiasi tipo di press-meeting organizzato fuori dai confini italici
- al secondo, gli inviti a presentazioni statiche (magari povere di azione ma sempre zeppe di cibo, alcolici e belle standiste a cui rompere le scatole);
- infine, al primo, vincente con distacco, gli inviti a sfondo didattico perché, si sa, a questo mondo c’è sempre qualcosa da imparare.
Potete ben immaginare, dunque, la gioia con cui ho accolto l’invito di Corsidiguida.it a partecipare ad uno dei loro seminari, una giornata in pista sotto l’ala protettrice di grandi nomi del motociclismo, un’occasione unica per imparare qualcosa di nuovo, confrontarsi con i propri limiti e scoprire le reali potenzialità della propria moto.
Il giorno 26/05/2011
Mi presento puntuale di prima mattina all’autodromo di Castelletto di Branduzzo, intutato di tutto punto e a cavallo della mia KTM 950 SM (già nota in redazione come la Kappona) comprata di fresco e rabboccata d’olio per l’occasione (speriamo che basti…). Il circuito di Castelletto, per chi ancora non lo conoscesse, si trova vicino a Pavia e presenta un tracciato non molto veloce ma con dei punti particolarmente tecnici, dunque perfetti per la didattica. Parcheggio la motardona – e l’orrido bauletto con cui l’ho adornata – in mezzo a fior fior di sportive e inizio a guardarmi attorno; in primis la deformazione professionale mi porta a posare gli occhi su Ramona e Marcella, le ragazze dell’organizzazione, gentili, professionali e, decisamente, molto graziose. Dopo aver scoperto che entrambe le fanciulle sono maritate, decido che è il caso di iniziare a fare i seri e concentrarsi su quella che sarà una giornata molto, molto intensa. In attesa dell’inizio del briefing, mi scateno nel consueto lavoro di public relations per tastare la “concorrenza”: chiacchiero con gli altri partecipanti, tra i quali alcuni blogger piuttosto popolari, e tengo magistralmente una conversazione basata su alcune delle scuse più gettonate del repertorio da pista, così, giusto per confondere le acque, frasi tipo: “eh, sai, saran 15 anni che non salgo su una moto”, oppure “questa non è mia, io di solito guido trattori. Ho solo la patente agricola”, meglio ancora: “ma questo non è corsidicucina.it?”
Pronti, via.
Verso le nove inizia ufficialmente la giornata di corso, con le presentazioni dello staff e un accurato briefing sulla sicurezza. L’ex campione 250 Roberto Locatelli, Carlo Luzzi (ingegnere di pista di Stoner, mica cotiche) e il dott. Franchini, ci spiegano l’importanza dei materiali tecnici, della corretta manutenzione del mezzo e gli accorgimenti utili per prevenire gli infortuni in moto. Una volta completato il briefing, i partecipanti vengono suddivisi in gruppetti da 5 e affidati al proprio istruttore . Al mio gruppo viene assegnato Marco “Cavallo Pazzo” Lucchinelli: ex campione del mondo della 500, una vita vissuta sopra (ma molto sopra) le righe, una parentesi come cantante e, attualmente, opinionista e istruttore di guida. Insomma tutto quello che immaginavo sarei stato da grande. E Lucky non è l’unico campione a far parte del team di corsi di guida, tra gli altri ci sono: Lai, Corsi, Pirovano, Casoli il già citato Locatelli oltre ad altri personaggi di spicco come la voce del Motomondiale Guido Meda.
Tutti in pista
Dopo aver rotto il ghiaccio con alcune battute (peccato che nessuna di queste sia pubblicabile), il “Maestro” Lucchinelli dà finalmente il via al tour di sessioni in pista: turni da 20 minuti intervallati da dieci di pausa necessari per riprendere fiato (la pista e il caldo sono massacranti) e per ascoltare i consigli dell’istruttore. Durante tutta la mattinata, l’approccio didattico di Lucchinelli è improntato a consigli di ordine generale come la corretta posizione in sella e l’importanza del freno posteriore; poi, dopo il pranzo e il seguente maxi-briefing sulle sospensioni, le indicazioni si fanno molto più specifiche. Lucky interviene in maniera capillare su ogni minimo errore commesso da ciascun corsista; nel mio caso, ad esempio, si interroga sul perché il mio ritmo sia molto alto in alcuni punti della pista e molto più lento in altri. Dopo avermi analizzato per qualche giro, la soluzione è presto trovata: sbaglio l’approccio ai due tornantini più lenti del tracciato. Una volta mostrate e assimilate le traiettorie, affronto gli ultimi due turni in una maniera tale che persino Adriana Stoner mi avrebbe scambiato per suo marito (giusto con qualche chilo in più) e, a dire il vero, non so se a fine giornata mi ha fatto più piacere girare a quel modo o potermi annotare i complimenti finali del Maestro (o almeno mi sono parsi tali) il quale, dopo avermi squadrato, mi ha congedato con un illuminante adagio cinese: “te, ce n’è voluta, ma ora vai che sembri unto”.
Il ritorno, da “unto”
Alle 18, stremati, dopo le foto di rito e dopo aver ricevuto tronfio l’attestato di partecipazione, mi rimane giusto il tempo per una chiacchierata con il direttore operativo Max Temporali al quale non posso che ribadire la soddisfazione per la giornata appena trascorsa e strappargli la promessa di poter fare ancora qualcosa assieme. Eh già, perché i ragazzi di corsidiguida, sono stati una vera e propria scoperta; è sempre difficile riuscire a rendere a parole il concetto di professionalità (e in questo team, credetemi, ce n’è tanta), molto più facile, invece, riassumervi i miei pensieri mentre mi attardo a rimontare l’orrido bauletto prima di prendere la via di casa: “le gomme della fida Kappona sono stracciate, ho sudato in maniera umanamente inverosimile e, soprattutto, me ne torno a casa con la certezza di aver imparato qualcosa, può esserci maggiore soddisfazione?”
Ps: un grazie sincero a Max Bracchi, membro del team corsidiguida, curatore del blog ufficiale (clicca qui), nonché supporto indispensabile per la realizzazione della gallery qui a fianco e per il video, a breve online.


















