<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>REAL-BIKES independent motorcyclist magazine</title>
	<atom:link href="http://www.real-bikes.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.real-bikes.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 May 2012 13:17:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>La prima goccia</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/05/la-prima-goccia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-prima-goccia</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/05/la-prima-goccia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 13:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Andreetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3871</guid>
		<description><![CDATA[In moto, di notte, incontro a un temporale. Il caldo ha reso tutti nervosi. Non è tanto la temperatura la colpevole di quelle rispostacce e di tutti quegli sbuffi, tutto sommato è ancora piacevole, quanto la compressione che in queste giornate sembra opprimere il cervello dall&#8217;alto come una lenta morsa, di quelle che trovi sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">In moto, di notte, incontro a un temporale.<span id="more-3871"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Il caldo ha reso tutti nervosi. Non è tanto la temperatura la colpevole di quelle rispostacce e di tutti quegli sbuffi, tutto sommato è ancora piacevole, quanto la compressione che in queste giornate sembra opprimere il cervello dall&#8217;alto come una lenta morsa, di quelle che trovi sui tavoli in officina. Pare che il cielo, che pure è azzurro, pesi totalmente sulle nostre teste. È chiaro che qualcosa sta per succedere, non basta il sole a rassicurare quando c&#8217;è una vena di grigio nella mescola di quell&#8217;azzurro. In lontananza pare già un po&#8217; più scuro e non è blu. Pioverà? O non pioverà? Dicono che pioverà. Al tempo degli smartphone e di Meteo24, non mi sono preso la briga nemmeno di controllare, eppure potrei sapere a che ora crollerà la temperatura e a che minuto preciso dovrò estrarre la mia tuta antipioggia. Quello è l&#8217;amuleto: il vecchio saggio vuole che se hai l&#8217;antipioggia non pioverà.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo si fa sera e viene buio, il cielo, le nuvole non li vedi più. Non vedi nemmeno più le stelle e questo non è un bene: senza stelle sei disorientato, pure quando conosci la strada. Penso alla luna: già, dov&#8217;è quella palla che mi fa compagnia quando guido di notte? Più che blu c&#8217;è nero. Meglio accelerare. Dalle colline mi pare di vedere un lampo, mi convinco che siano i fari di un&#8217;auto che di là ridiscende una strada tutta curve che sarebbe bello fare di giorno, con l&#8217;asfalto asciutto, quando vedi dove sei e cosa fai. Magari un giorno la farò. Nella notte il faro fa quello che può, illumina quella porzione di asfalto sufficiente a capire che stai andando e a quanto stai andando. Quello che c&#8217;è attorno a te sparisce. Non ci sono luci nella campagna e dalle colline scorgo un altro lampo. Questa volta non possono essere i fari di un&#8217;auto, la pioggia sta arrivando o io le sto andando incontro. Mi abbraccerà per dispetto. Dove sono diretto starà già piovendo? Accelero. La temperatura inizia ad abbassarsi progressivamente, la senti entrare con l&#8217;aria dalle maniche della giacca di pelle. Si infila in quello spazio sul polso tra il guanto e l&#8217;inizio della giacca. Quello spazio è il tuo termostato: se c&#8217;è caldo ti dice quanto se c&#8217;è freddo ti dice quanto e a fine estate è più scuro della mano e del gomito. Due polsini abbronzati in mezzo a carne bianchiccia. Ma stasera mi dicono che sto andando incontro alla pioggia e sarà tanta pioggia. Accelero. Sento l&#8217;odore, l&#8217;odore della pioggia. È un sapore umido difficile da descrivere, ma capisci che è quello l&#8217;odore della pioggia. I gradi diminuiscono e aumenta l&#8217;umidità, non serve alcun colonnello per spiegartelo lo senti, ne capisci il motivo, anche se non vedi i nuvoloni addensarsi sopra la tua testa. Passando in mezzo ai pioppi si alza dall&#8217;asfalto una nevicata all&#8217;incontrario che ha del surreale. Quel bianco illuminato dal faro sale anziché scendere. Batuffoli che come le falene si schiantano su di me, ma non lasciano segno. Lo sento, manca poco e scenderà la prima goccia ne sono convinto mentre mi chiedo, nell&#8217;attesa, a cosa serva un semaforo acceso a quest&#8217;ora della notte in aperta campagna se non ad aumentare le mie probabilità di infradiciarmi. Ancora un filo di gas, le marce che entrano ma sembrano più rumorose, quasi mugugnassero preoccupate che non c&#8217;hanno voglia di prendersi l&#8217;acqua. Le curve arcinote scorrono che non ho nemmeno il pensiero di come affrontarle tanto le conosco. Mi fermo, tiro un sospiro, mentre il piede destro è saldo a terra stendo la gamba sinistra sulla stampella della moto. Giro la chiave di contatto, il motore smette di preoccuparsi e una goccia, la prima del diluvio che si scatenerà fino a mattino, si schianta sulla visiera del mio casco.</p>
<p style="text-align: justify;">Mica piove, quando ti porti l&#8217;antipioggia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/05/la-prima-goccia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Passione Avventura</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/05/passione-avventura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=passione-avventura</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/05/passione-avventura/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 10:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Andreetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[campionaria]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[indochina jungle raid]]></category>
		<category><![CDATA[marco polo team]]></category>
		<category><![CDATA[passione avventura]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3848</guid>
		<description><![CDATA[Da sabato 12 a domenica 20 si viaggia e non solo con la fantasia: a Padova, durante la Fiera Campionaria, ci sarà Passione Avventura un nuovo spazio dedicato ai viaggi più avventurosi gestito dal Marco Polo Team. Ah e ovviamente ci saremo pure noi! Non avete scuse: ingresso free! Nove giorni di appuntamenti, racconti, immagini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Da sabato 12 a domenica 20 si viaggia e non solo con la fantasia: a Padova, durante la Fiera Campionaria, ci sarà Passione Avventura un nuovo spazio dedicato ai viaggi più avventurosi gestito dal Marco Polo Team. Ah e ovviamente ci saremo pure noi! Non avete scuse: ingresso free!<span id="more-3848"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Nove giorni di appuntamenti, racconti, immagini, esperienze incredibili di viaggio. Questa è l&#8217;intenzione che ci ha stimolato a dare man forte al <strong>Marco Polo Team</strong> nell&#8217;organizzazione di <strong>Passione Avventura</strong> uno spazio, all&#8217;interno della Fiera Campionaria di Padova, che darà voce a chi ama viaggiare senza compromessi.<strong> Dal 12 al 20 maggio</strong> i visitatori della kermesse padovana &#8211; la quale ricordiamo è ad ingresso gratuito &#8211; potranno fermarsi per ascoltare ogni sera alle 21 la relazione di un viaggio incredibile fatta dall&#8217;indomito protagonista. Il Marco Polo Team, con il quale apriremo le danze sabato presentando Indochina Jungle Raid, il nostro reportage sul viaggio in Vietnam, è particolarmente orgoglioso di fare da padrone di casa a tanti nomi di peso del panorama avventuriero. <a href="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/05/flyer-PassioneAvv.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3851" title="flyer-PassioneAvv" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/05/flyer-PassioneAvv-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Domenica sarà la volta di <strong>Donne Al Volante</strong>, due fanciulle tanto graziose quanto determinate che racconteranno la loro Transafrica a bordo di una Jeep e presenteranno il prossimo viaggio EurAsia. Ci saranno poi la giornalista scrittrice <strong>Anna Maspero</strong>, collaboratrice del blog Il Reporter e autentica cultore della materia, ci saranno <strong>Franco Picco</strong> e <strong>Paolo Libralesso</strong> &#8220;dakariani doc&#8221; che ci parleranno dei rally africani, ci saranno <strong>Maurizio Pistore</strong>, altro indomito motociclista che ci parlerà del suo sudamerica e <strong>Maurizio Lazzaroni</strong>, appassionato di sport estremi che ci parlerà della sua avventura sulle Ande. L&#8217;<strong>Angolo dell&#8217;Avventura</strong> di Padova ci porterà le testimonianze di accaniti viaggiatori e <strong>Vittorio Rossi</strong> ci parlerà della maratona di 100 km che ha corso nel Sahara.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è tutto qui!! Grazie alla collaborazione con <strong>Travel Ride Academy</strong> ci saranno quattro workshop (sempre gratuiti non temete) che vi insegneranno trucchetti utili per viaggiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui a fianco trovate il programma delle serate e cliccando sul pulsante potete scaricare il comunicato stampa completo del Marco Polo Team.
<div id='wpdm_file_1' class='wpdm_file wpdm-only-button'>
<div class='cont'>
<div class='btn_outer'>
<div class='btn_outer_c'><a class='btn_left  ' rel='1' title='Passione Avventura - Comunicato Stampa Marco Polo Team' href='http://www.real-bikes.com/?wpdmact=process&#038;did=MS5ob3RsaW5r'  >Download</a><span class='btn_right'>&nbsp;</span></div>
</div>
<div class='clear'></div>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.campionaria.it" target="_blank">www.campionaria.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marcopoloteam.it" target="_blank">www.marcopoloteam.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.passione-avventura.it" target="_blank">www.passione-avventura.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/05/passione-avventura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia MotoGP &#8211; Round 2 &#8211; Jerez</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/05/la-mia-motogp-round-2-jerez/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-mia-motogp-round-2-jerez</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/05/la-mia-motogp-round-2-jerez/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 May 2012 11:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Miliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MIA MOTOGP]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[crutchlow]]></category>
		<category><![CDATA[hayden]]></category>
		<category><![CDATA[jerez]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[motogp]]></category>
		<category><![CDATA[stoner]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3841</guid>
		<description><![CDATA[Stoner vince e Lorenzo segue a ruota: anche a Jerez i due ribadiscono che la MotoGP è affare loro. Dietro però, anche se per poco, a sollazzare il nostro bisogno di spettacolo ci hanno pensato gli altri, le cosiddette seconde guide&#8230; Gara a due facce, quella di Jerez. Non una delusione, ma quasi. Un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Stoner vince e Lorenzo segue a ruota: anche a Jerez i due ribadiscono che la MotoGP è affare loro. Dietro però, anche se per poco, a sollazzare il nostro bisogno di spettacolo ci hanno pensato gli altri, le cosiddette seconde guide&#8230;</h2>
<p><span id="more-3841"></span></p>
<p><strong>Gara a due facce, quella di Jerez</strong>. Non una delusione, ma quasi. Un po&#8217; come quando conquisti una gran bella donna dalle forme procaci e al momento di concludere scopri uno smodato abuso di wonderbra. Mica per questo ti fermi, ci mancherebbe, però un po&#8217; della poesia passa (lo stesso discorso vale a parti invertite, quando si scoprono i calzini nelle mutande). Hayden e Crutchlow ce l&#8217;hanno messa tutta a stuzzicare gli istinti, ma poi, dopo dieci giri infuocati, i valori in campo si sono ristabiliti e abbiamo assistito alla solita barbogia passerella in fila indiana.</p>
<p>E pensare che l&#8217;appuntamento di Jerez per me è uno dei più interessanti: prima di tutto in quella pista ho avuto la fortuna di girarci e questo mi garantisce il diritto di pontificare liberamente su ogni sorta di traiettoria (a proposito, ma a Crutchlow che diavolo di piantina del circuito hanno dato?); in seconda battuta, la mia anima infantile rimane sempre affascinata alla vista di quell&#8217;enorme disco piazzato sul traguardo, una sorta di Enterprise in salsa spagnola che mi riporta inevitabilmente indietro negli anni*.</p>
<p>Tornando alla gara, i primi dieci sono stati davvero una gran figata. Sei, dico sei piloti a giocarsi la prima posizione è qualcosa che di solito vedi solo in Superbike (o a un qualsiasi semaforo milanese), non di certo in MotoGP, almeno non in quella degli ultimi anni.</p>
<p>Se Stoner, Lorenzo e aggiungiamoci pure il buon Pedrosa (ieri aveva il testosterone a 1000, sembrava il mitico<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andreas_Krieger"> Andreas Krieger</a>, ex lanciatore del peso della DDR) è evidente che facciano storia a sé, il massimo della goduria ce lo hanno regalato <strong>Crutchlow</strong>, <strong>Hayden</strong> e, in minima parte, pure Dovizioso. I primi due hanno messo in piedi un inizio di gara meraviglioso, l&#8217;inglese è stato arrembante ai limiti del controproducente, in certe curve sembra Willie il coyote alle prese con gli strapiombi e i razzi ACME. L&#8217;americano invece, ha guidato da americano: ha tirato fuori le palle e ci ha provato senza risparmiarsi fino a che la GP12 ha retto.</p>
<p>Peccherò in dietrologia, ma quando la magia è finita e Nicky ha iniziato a staccarsi per un attimo ho pensato che l&#8217;abbia fatto di proposito: si è fermato per evitare al codazzo di commentatori italiani di cercare una spiegazione sul perché lui riesca ad andare forte e Rossi, invece, no (in telecronaca, in effetti, non sapevano più come giustificarselo…).</p>
<p>Per quanto riguarda<strong> Rossi</strong>, invece, non mi stancherò mai di ripeterlo: vederlo lottare per il nono posto con Barberà e affini <strong>mette tristezza</strong>. Tanta tristezza.</p>
<p>Le uniche buone notizie per noi italiani arrivano dalla Moto3, classe in cui sembra sia nata una stella: ha sedici anni, si chiama <strong>Romano Fenati</strong> e nel circuito spagnolo ha messo in piedi uno show da capogiro, vincendo di forza e prendendosi la testa del mondiale. Tutti  ne dicono un gran bene (soprattutto la FMI di cui Romano &#8220;dovrebbe&#8221; essere un prodotto), speriamo che tutte queste belle parole non lo brucino prima del tempo.</p>
<p>Ps &#8211; Ai pochi che vogliono sapere come il sottoscritto ha vissuto i 27 giri di Jerez (e se state leggendo questa rubrica, dovrebbe proprio interessarvi), devo confessare che, almeno questa volta, non c&#8217;è stata nessuna mirabolante avventura: Jerez me la sono goduta comodamente sul divano. L&#8217;unica stranezza è che l&#8217;ho fatto vestito di tutto punto, in attesa che la mia futura consorte si decidesse a uscire dal bagno per portarmi in pellegrinaggio all&#8217;Ikea. Più o meno è andata così: giro di ricognizione, lei: &#8220;amore, vestiti che sono pronta!&#8221;. Obbediente come un beagle da riporto, allo spegnersi del semaforo rosso ero già in giacca di pelle, sciarpina e Ray-ban d&#8217;ordinanza.</p>
<p>Alla fine siamo usciti durante Fuori Giri, proprio quando Bobbiese ha rivelato al mondo che Stoner vuole ritirarsi. Meglio l&#8217;Ikea.</p>
<p><em>*Ci sarebbe anche un terzo motivo, ma visto che dovrei citare il particolare connubio tra bordelli e presentazioni stampa, preferirei sorvolare. O meglio, rimandare ad altro post.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/05/la-mia-motogp-round-2-jerez/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Tanzania con la Lambretta</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/in-tanzania-con-la-lambretta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-tanzania-con-la-lambretta</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/in-tanzania-con-la-lambretta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicoletta Rolla</dc:creator>
				<category><![CDATA[COOL SHARING]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[lambretta]]></category>
		<category><![CDATA[motosaraghina]]></category>
		<category><![CDATA[tanzania]]></category>
		<category><![CDATA[touring]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3790</guid>
		<description><![CDATA[Nuova singolare sfida per il Motosaraghina Team, impegnato a raccogliere fondi per la Tanzania. Quale modo migliore che andarci in Lambretta? Ormai lo sapete, qui a Real-Bikes se non sono picchiati come tamburi noi non li vogliamo. Così questa volta vi parliamo di quattro “matt” riminesi che anziché mangiarsi una bella piadina in spiaggia, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Nuova singolare sfida per il Motosaraghina Team, impegnato a raccogliere fondi per la Tanzania. Quale modo migliore che andarci in Lambretta?</h2>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3790"></span>Ormai lo sapete, qui a Real-Bikes se non sono picchiati come tamburi noi non li vogliamo. Così questa volta vi parliamo di quattro “matt” riminesi che anziché mangiarsi una bella piadina in spiaggia, hanno deciso di andare a fare fuoristrada in Tanzania con una Lambretta. Il <strong>Motosaraghina Team</strong> &#8211; ovvero Francesco Piersanti, Massimo Partellini, Gianluca Alessandrini e Alessio Corradini &#8211; non è nuovo a imprese originali, ma questa ve la anticipiamo ben volentieri perché è di quelle che meritano. I primi di dicembre i quattro romagnoli partiranno alla volta degli sterrati della Tanzania con tre moto e una speciale Lambretta che lo stesso Gianluca sta provvedendo ad allestire. Ha già predisposto ammortizzatori speciali, gomme tassellate e un paio di motori che non si sa mai. Affronteranno <strong>circa 4.000 km </strong>principalmente<strong> in fuoristrada</strong> per cui ci sarà da sudare parecchio. Se ti stai chiedendo perché fanno tutto ciò forse non hai sbagliato sito, ad ogni modo loro un buon motivo ce l&#8217;hanno eccome: raggiungeranno <strong>Sabuko</strong> dove verranno accolti dai volontari della Onlus riminese <strong>Cattolica per la Tanzania</strong> di <strong>ADA Onlus</strong>. Lo scopo della missione è infatti sensibilizzare e raccogliere fondi per aiutare l&#8217;attività dell&#8217;associazione impegnata nella messa in opera di impianti fotovoltaici ed idrici e nella realizzazione di una scuola per 600 bambini.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/logotanzanialow.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3792 alignright" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/logotanzanialow-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La Tanzania in Lambretta del Motosaraghina Team verrà raccontata, siamo certi con dovizia di particolari, sul loro sito <a href="http://www.motosaraghina.it" target="_blank"><strong>www.motosaraghina.it</strong></a> e attraverso gli appositi canali Facebook, Twitter e YouTube. Per chi, oltre che seguire le loro gesta, volesse offrire un contributo concreto al progetto, è possibile farlo e tutte le informazioni si trovano sul sito del team. Qui sotto vi riportiamo il video che spiega in modo meraviglioso la Missione Sabuko.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi non possiamo che augurare un grosso in bocca al lupo ai quattro centauri e promettere che torneremo a parlare ancora della loro avventura.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/XwRJwLkJBSA" frameborder="0" width="615" height="342"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/in-tanzania-con-la-lambretta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ciao, Big Luciano</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/ciao-big-luciano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ciao-big-luciano</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/ciao-big-luciano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 09:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Andreetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[WORLD]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[epoca]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[nicolis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3817</guid>
		<description><![CDATA[Sabato mattina ci ha lasciato Luciano Nicolis, un ragazzino di 79 anni che non ha mai smesso di giocare con la sua passione. Un uomo che ha lasciato il segno nella storia, un mito del quale avrei voluto parlare più spesso. Conobbi per la prima volta Luciano Nicolis nel 2004. Allora ero un laureando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Sabato mattina ci ha lasciato Luciano Nicolis, un ragazzino di 79 anni che non ha mai smesso di giocare con la sua passione. Un uomo che ha lasciato il segno nella storia, un mito del quale avrei voluto parlare più spesso.<span id="more-3817"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Conobbi per la prima volta <strong>Luciano Nicolis</strong> nel 2004. Allora ero un laureando a caccia di materiale per la tesi ed entrai in un posto magico del quale avevo solo sentito parlare in maniera vaga: il <a href="http://www.museonicolis.com" target="_blank"><strong>Museo Nicolis</strong></a>, piccola grande follia di un imprenditore appassionato di meccanica.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Musei, collezioni di feticismo moderno, robe da ricchi&#8221; -  pensavo &#8211; “sarà solo una passerella di belle auto”. Come spesso accade, mi sbagliavo: capii subito che si trattava di un luogo magico. Ne rimasi entusiasta, tanto da chiedere di poter accedere al favoloso archivio di documenti storici. La mia tesi era un ottimo pretesto per conoscere un po&#8217; di più della storia della meccanica e in particolare delle due ruote e un&#8217;ottima scusa per prolungare la mia visita in quella struttura unica. Ci tornai e ci ritornai per alcuni mesi ed ebbi modo di conoscere e frequentare l&#8217;uomo che aveva sognato, desiderato, voluto e costruito tutto ciò. Aveva gli occhi di un sognatore e le parole di un saggio, in pratica era un bambino nel corpo di un anziano imprenditore con il cuore in affanno. Lo elessi subito tra i miei personali miti, mentre mi accompagnava su e giù per i tre piani di esposizione, tra le vetture uniche, le moto, gli strumenti musicali, mentre mi mostrava con entusiasmo l&#8217;ultimo cimelio che aveva pescato in chissà quale mercatino e mi apriva gli angoli più nascosti e reconditi del suo museo e della sua passione. Già,  la passione&#8230; ecco il vero motore, pensai. Luciano aveva come un&#8217;aurea: era una di quelle persone delle quali percepisci la presenza, quelle che non puoi ignorare in alcun modo e se entrano nella stanza in cui ti trovi non puoi fare a meno di seguire con lo sguardo. Da lì a pendere dalle sue labbra il passo è breve.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua vicenda personale parla per lui: cresciuto durante la guerra, aveva iniziato a lavorare da bambino recuperando carta straccia, sacchetti per il cemento che ritirava con la bicicletta facendosi più di 100 km al giorno, rattoppava e rivendeva. La sua tenacia l&#8217;aveva portato a diventare un colosso del riciclo della carta, così, come fosse facile quanto schioccare le dita. Era un tipo tosto. La sua passione per il recupero aveva qualcosa di maniacale, di profondo, qualcosa che egli stesso elaborò in una sorta di filosofia di vita e che trasferì in quella che è sempre stata la sua grande passione: la meccanica. Forse perché da ragazzo era stato costretto a pedalare e a lottare un bel po&#8217; prima di conquistarsi il suo primo furgone: un rottame che rimise in sesto, il suo primo restauro. Da allora non aveva più smesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Passano gli anni, i cimeli si accumulano, in un collezionismo che non ha paragoni per costanza, tenacia e dedizione. Realizza l&#8217;intuizione che diventerà il suo motto: non siamo proprietari di tutto questo, ma i suoi custodi per il futuro. La sua storia e il suo pensiero li aveva raccolti anche in un libro del quale mi fece dono, come spesso faceva con chi gli stava simpatico. Non fu l&#8217;unico dono che mi fece in quei mesi, me ne fece molti, ma non parlo di oggetti. Il più grande fu che mi aprì le porte di quel fantastico castello luminoso che è il suo museo. Un&#8217;opera che non ha eguali. Mi mancano quelle passeggiate nei corridoi o nell&#8217;officina a vedere l&#8217;ultima arrivata, le sue perle di vita snocciolate con semplicità nei discorsi, qua e là. Mi manca la soddisfazione di ritornare ogni giorno a casa con la consapevolezza di aver imparato, per quanto poco, sempre qualcosa di nuovo. Senza saperlo, “Big Luciano” mi aiutò un po&#8217; a capirmi meglio e anche di questo gli debbo riconoscenza, perché certe cose non si imparano sui libri o all&#8217;università.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie Luciano, ciao.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quello che Luciano Nicolis ha costruito rimane ed è anche compito nostro far sì che rimanga. Se non sei mai stato al Museo Nicolis, caro amico lettore, dovresti andarci. Imparerai molto più di quello che pensi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/035Bm6EPpG0" frameborder="0" width="615" height="447"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/DRZwic--u5I" frameborder="0" width="615" height="342"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/ciao-big-luciano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Deus American</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=deus-american</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 16:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Andreetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[HOT]]></category>
		<category><![CDATA[cafè racer]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[deus]]></category>
		<category><![CDATA[special]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3800</guid>
		<description><![CDATA[La prima Deus fatta negli States non poteva che chiamarsi American ed essere una cafè su base Sporty. Diamole un occhio (non della testa). Lo stile dell&#8217;atelier australiano Deus è ormai cosa nota e da anni è diventato uno dei loghi preferiti sui serbatoi delle star hollywoodiane. Per la prima volta si cimenta su una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">La prima Deus fatta negli States non poteva che chiamarsi American ed essere una cafè su base Sporty. Diamole un occhio (non della testa).<span id="more-3800"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Lo stile dell&#8217;atelier australiano Deus è ormai cosa nota e da anni è diventato uno dei loghi preferiti sui serbatoi delle star hollywoodiane. Per la prima volta si cimenta su una cafè racer con meccanica Harley-Davidson. Il motivo è semplice: hanno aperto un negozio a Los Angeles e questa è la prima creatura nata lì. Il fascino c&#8217;è eccome e ci sono pure delle differenze stilistiche con le specials a cui ci hanno abituato i Deus. A farla è stata infatti Micheal Woolaway che altri non è che il direttore della Deus americana. Già perché ormai si tratta di una vera e propria azienda, altro che il garagino di pochi anni fa. Ad ogni modo, questa &#8220;American&#8221; ha il telaio della mitica &#8220;Low Boy &#8220;da Flat Track e anche il motorino non è male: è uno Sportster 5 marce ma è stato pistolato a dovere. L&#8217;obiettivo non era solo quello di fare una moto da esibizione, ma una street legal come si deve, con prestazioni e ciclistica da applausi. Purtroppo dobbiamo fidarci di quello che vediamo e quindi per noi rimane una moto da esposizione. Dato che ci siamo, ci lamentiamo pure: bella è bella, però è meno originale di quanto Deus non ci abbia abituato. Non starà mica diventando commerciale?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le informazioni ufficiali sulla moto le trovi <a href="http://au.deuscustoms.com/motorcycle/the-american/#" target="_blank">cliccando qui</a>. Intanto, gustati il video.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/40624496" frameborder="0" width="615" height="346"></iframe></p>
<p><a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-1/' title='THE-AMERICAN-1'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-1" title="THE-AMERICAN-1" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-2/' title='THE-AMERICAN-2'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-2" title="THE-AMERICAN-2" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-3/' title='THE-AMERICAN-3'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-3" title="THE-AMERICAN-3" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-4/' title='THE-AMERICAN-4'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-4" title="THE-AMERICAN-4" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-5/' title='THE-AMERICAN-5'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-5" title="THE-AMERICAN-5" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-6/' title='THE-AMERICAN-6'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-6" title="THE-AMERICAN-6" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/141-888x1333/' title='141-888x1333'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/141-888x1333-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="141-888x1333" title="141-888x1333" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-7/' title='THE-AMERICAN-7'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-7" title="THE-AMERICAN-7" /></a><br />
<a href='http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/the-american-8/' title='THE-AMERICAN-8'><img width="150" height="150" src="http://www.real-bikes.com/wp-content/uploads/2012/04/THE-AMERICAN-8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="THE-AMERICAN-8" title="THE-AMERICAN-8" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/deus-american/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elettrico o non elettrico?</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/elettrico-o-non-elettrico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=elettrico-o-non-elettrico</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/elettrico-o-non-elettrico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 18:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aronne Pavan</dc:creator>
				<category><![CDATA[WORLD]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[elettrico]]></category>
		<category><![CDATA[varta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3662</guid>
		<description><![CDATA[A quanto pare la mobilità elettrica farà parte del nostro futuro. Un fatto dimostrato dal sempre crescente numero di modelli sfornato dalle case negli ultimi tempi. Ma la vera domanda è: sarà un futuro che potremo assaggiare anche noi oppure a dilettarsi con le moto silenziose saranno solo i nostri figli? In attesa di conoscere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>A quanto pare la mobilità elettrica farà parte del nostro futuro. Un fatto dimostrato dal sempre crescente numero di modelli sfornato dalle case negli ultimi tempi. Ma la vera domanda è: sarà un futuro che potremo assaggiare anche noi oppure a dilettarsi con le moto silenziose saranno solo i nostri figli?</h2>
<p><span id="more-3662"></span>In attesa di conoscere la risposta al domandone di cui sopra (e in attesa di poter provare almeno uno dei giocattoli elettrici di cui la KTM Freeride qui sopra è fantastica esponente), abbiamo fatto qualche domanda a <strong>Marco Guarducci</strong>, direttore commerciale di Johnson Controls per l&#8217;Italia. Lo abbiamo incontrato durante la presentazione di uno strumento di diagnostica per batterie Start-Stop Varta, quelle, per intenderci, che accendono il motore della macchina quando pigiamo sul gas e lo spengono non appena ci fermiamo. Una soluzione pro-ambiente più che apprezzabile (c&#8217;è chi dice che possa essere applicabile su vasta scala anche sulle moto), in attesa della vera e propria svolta full-electric.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/I8my2Enn3fI" frameborder="0" width="640" height="355"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/elettrico-o-non-elettrico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vale Rossi mi ha reso acido</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/vale-rossi-mi-ha-reso-acido/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vale-rossi-mi-ha-reso-acido</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/vale-rossi-mi-ha-reso-acido/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pistoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[PISTONATE]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[motogp]]></category>
		<category><![CDATA[rossi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3775</guid>
		<description><![CDATA[Le parole di Rossi nel dopo Qatar mi hanno reso più acido del solito. Tutti dicono di tutto, ti pare che io, in un momento del genere, non dica la mia?! Secondo me le moto son come la musica: se non ti piace il pezzo lo suoni o lo canti male, non benissimo comunque sia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Le parole di Rossi nel dopo Qatar mi hanno reso più acido del solito. Tutti dicono di tutto, ti pare che io, in un momento del genere, non dica la mia?!<span id="more-3775"></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Secondo me le moto son come la musica: se non ti piace il pezzo lo suoni o lo canti male, non benissimo comunque sia. E se scrivi un pezzo per un musicista che non ti dà feeling, scrivi un pezzo così così, di maniera.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="pullquote-wrapper left">
<div class="pullquote adelle">Le moto sono come la musica: se non ti piace il pezzo lo suoni male. A Rossi la Ducati non è mai piaciuta</div>
</div>
<p>A Rossi la Ducati non è mai piaciuta. Non dico tecnicamente, a Rossi, come a quasi tutti i piloti professionisti, basta che la moto sia vincente, intendo che non gli piace proprio &#8220;culturalmente&#8221;. Come la Ferrari, che lui &#8220;odiava&#8221; ai tempi della vincente Williams di Jaques Villeneuve. E, mi vien da sospettare, non si impegna fino in fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Crescendo, Rossi &#8211; che sarà pure privo di cultura in senso &#8220;scolastico&#8221;, ma è talentuoso oltre ogni limite &#8211; scopre con abilità negli anni che ci sono auto e moto che hanno &#8220;consistenza storica&#8221;, come appunto la Ferrari e la Ducati. Ma è solo una scoperta mossa da un&#8217;inevitabile coscenza portata dal trascorrere del tempo. Non è amore. Tuttavia le corteggia, Ferrari e Ducati, e bravo com&#8217;è in queste cose si fa soprattutto corteggiare. Storie vincenti che si incrociano. Lui vuole la loro storia, la loro celebrità, loro vogliono la sua fame di vincere. Le vuole Rossi, ma come una specie di Re Mida dei Limoni, tingendo di giallo fluo tutto quel che tocca&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Non che si debba necessariamente amare il mezzo meccanico che ci permette di competere e vincere, ma un certo feeling culturale non guasterebbe a mio avviso. Penso a certi campioni del passato, da Barry Sheene a Capirossi, da Bayliss a Schwantz&#8230; Non vedo in Rossi lo stesso slancio al sacrificio, la stessa abnegazione, il che non significa che non si impegni. Si porta appresso il suo staff, non il suo amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, la Ducati infila una cappella dopo l&#8217;altra, pensando all&#8217;italiana che un motore potente possa tutto, come si diceva una volta. Una squadra che aveva una moto strana dà la moto strana a Rossi, che guida in modo altro, e la fa mettere a punto alla squadra di Rossi&#8230; Un management a mio parere folle. Soprattutto a livello di Del Torchio e Domenicali. Preziosi è un mezzo genio, non ce la si può prendere sempre e solo con lui o con Rossi.
<div class="pullquote-wrapper right">
<div class="pullquote adelle">Rossi ha scelto male perché Lorenzo gli ha fatto perdere le staffe e il CDA Ducati non ne imbrocca una</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Che Rossi non doveva andare in Ducati eravamo in molti ma non moltissimi a dirlo. Purtroppo è stato sedotto dal fatto che, visto che era stato messo molto in difficoltà da Lorenzo, allora lui, come un mago Merlino, avrebbe fatto magie con la scorbutica, &#8220;inguidabile&#8221; Rossa, quella che aveva sì inventato la carriera di Stoner, ma che aveva troncato anche quelle di gente come Capirossi, Melandri, Gibernau&#8230; E messo in crisi pure il grande Stoner, per non dire delle figure di Checa e dei parziali successi in moto GP di Bayliss (gran finale a parte).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusione: Rossi ha scelto male perché Lorenzo gli ha fatto perdere le staffe. Non è rimasto lucido.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il CDA Ducati non ne azzecca molte. Possiamo argomentare che i risultati di vendita sono buoni nonostante la situazione attuale, mi limito a considerare che cambiano i modelli ma sempre 40 mila moto si fanno, aumenta la gamma, ma sempre 40 mila moto si fanno. Poi ok, c&#8217;è quel brand che ormai è diventato una roba ingombrante, mica sempre facile da gestire.</p>
<p style="text-align: justify;">Preziosi deve smetterla di pensare ai motori, ché 20CV sù o giù non contano un granché, e devono tutti farsi dire dalla Yamaha come si fa a fare le curve.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi il motomondiale deve mollare la Bridgestone, che da quando è sulla scena di errori ne ha fatti oltre ogni sopportazione. Si torni alla competizione tra gommisti, mica è Superstock &#8216;sta cosa! È un mondiale prototipi!</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora basta così, per ora.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/vale-rossi-mi-ha-reso-acido/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sedicenti motociclisti in colonna</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/sedicenti-motociclisti-in-colonna/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sedicenti-motociclisti-in-colonna</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/sedicenti-motociclisti-in-colonna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 16:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nicola Andreetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[centauri]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3767</guid>
		<description><![CDATA[Scende la temperatura e il programma di tanti valorosi centauri sfuma: meglio passare un giorno di ferie incolonnati in auto. Nel caso non te ne fossi accorto, ieri era Pasquetta. Il famoso lunedì Dell&#8217;Angelo, quello che segue la Pasqua, ma soprattutto quello caro anche agli atei, agli agnostici e a tutti quelli che non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Scende la temperatura e il programma di tanti valorosi centauri sfuma: meglio passare un giorno di ferie incolonnati in auto.</h2>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3767"></span>Nel caso non te ne fossi accorto, ieri era Pasquetta. Il famoso lunedì Dell&#8217;Angelo, quello che segue la Pasqua, ma soprattutto quello caro anche agli atei, agli agnostici e a tutti quelli che non sono di religione cattolica, perché rappresenta il primo pic nic dell&#8217;anno. Quando ero un ragazzino (inutile che ti ridi, non è poi passato tutto questo tempo sai) attendevo con trepidazione il giorno di Pasquetta perché si andava a fare gli scemi su &#8220;L&#8217;Argine&#8221;, un luogo entrato nella mitologia delle mie zone proprio per il riversamento in massa di ragazzini durante il lunedì pasquale, ma che altro non è che un tratto di argine del fiume Adige. Non avendo, noi sfigati ragazzi di campagna, la possibilità di un degno pascolo qui vicino ed essendo in un punto in cui la terra è più piatta di Vladimir Luxuria, non potevamo che ambire ai pendii dell&#8217;argine. Ancora oggi se ci si vuole allenare a piedi o in bici si va lì, mica ci vanno solo i ragazzini. Ad ogni modo, era un evento e credo tutto sommato lo sia ancora per i più giovani. Io che ero un motorizzato ci andavo a fare pure le sgasate che tanto quel giorno lì era concesso un po&#8217; tutto. Era una delle poche occasioni in cui avere un cinquantino e saperlo guidare con spavalderia rendeva dei fichi. Il fatto di farlo in una zona inibita al traffico, poi, ci faceva sentire dei ribelli. Ciò che conta, però, è che il giorno di Pasquetta si prendevano bici e motorini e si andava a qualsiasi condizione. Poteva pure esserci freddo, poteva, ma ci si andava per tempo per prendere i posti migliori dove accamparsi. A ripensarci, in quegli anni il motorino lo si usava sempre e comunque, nonostante in campagna l&#8217;inverno non sia proprio così piacevole da affrontare su due ruote. Poi si cresce, ci si fa la moto e basta un po&#8217; di freddo per lasciarla a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="pullquote-wrapper left">
<div class="pullquote adelle">In questi giorni evito di prendere la moto per non farmi centrare da uno che si crede ValeRossi anche se guida la moto tre volte in un anno e la guida da cani tutte e tre le volte</div>
</div>
<p>Ora non vado più sull&#8217;argine e, a dirla tutta, evito il più possibile di muovermi il giorno di Pasquetta a maggior ragione in moto. Perché è uno di quei quattro, cinque giorni durante l&#8217;anno in cui tutti, ma proprio tutti si mettono per strada senza nemmeno sapere il perché. E non mi riferisco solo agli automobilisti, in questo caso parlo proprio di noialtri motociclisti. A Pasquetta tutti prendono la moto, con buona probabilità è la prima uscita della stagione, e sentendosi tutti dei fenomeni si va in giro a sgasare. Ecco perché evito, non mi va di farmi centrare in uscita di un tornante da uno che si crede ValeRossi anche se guida la moto tre volte in un anno. E la guida da cani tutte e tre le volte. (So che tu non ti sei offeso perché la moto la guidi da dio, ma nel caso la guidassi da dio tre volte all&#8217;anno ricordati che è la pratica che aiuta più della teoria).</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="pullquote-wrapper right">
<div class="pullquote adelle">Ieri l&#8217;ho presa. Mi è bastato constatare che faceva freddo per capire che sarei stato solo</div>
</div>
<p>Ieri, invece, io la moto l&#8217;ho presa e sono andato a farmi una grigliata sul Lago di Garda. Perché? Perché ero sicuro che non avrei incontrato motociclisti. Dopo due giorni di pioggia, mi è bastato aprire la finestra e sentire l&#8217;aria pungente per capire che in pochi si sarebbero presi il disturbo di coprirsi. Sul Lago di Garda, si sa, in queste occorrenze ci sono fiumi di moto. Ieri, a conferma della mia teoria, avrò contato in tutto una ventina di motociclisti a esagerare. E ci siamo salutati, tutti, ridendo sotto i baffi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ma non hai freddo?&#8221; &#8211; mi ha chiesto un amico. &#8220;Certo&#8221; &#8211; ho risposto &#8211; &#8220;infatti ho ritirato fuori l&#8217;equipaggiamento invernale&#8221;. Non sono un duro e puro, tutt&#8217;altro, ma ieri, quando è uscito il sole, non potevo fare a meno di chiedermi quanti motociclisti ci saranno stati in quelle auto bloccate in colonne chilometriche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/sedicenti-motociclisti-in-colonna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La mia MotoGP &#8211; Round 1 &#8211; Qatar</title>
		<link>http://www.real-bikes.com/2012/04/la-mia-motogp-round-1-qatar/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-mia-motogp-round-1-qatar</link>
		<comments>http://www.real-bikes.com/2012/04/la-mia-motogp-round-1-qatar/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 12:15:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Miliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[LA MIA MOTOGP]]></category>
		<category><![CDATA[BREAKING]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[dovizioso]]></category>
		<category><![CDATA[ducati]]></category>
		<category><![CDATA[hayden]]></category>
		<category><![CDATA[honda]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[motogp]]></category>
		<category><![CDATA[pedrosa]]></category>
		<category><![CDATA[qatar]]></category>
		<category><![CDATA[rossi]]></category>
		<category><![CDATA[stoner]]></category>
		<category><![CDATA[yamaha]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.real-bikes.com/?p=3755</guid>
		<description><![CDATA[La prima tappa della MotoGP se la porta a casa Lorenzo che si mette dietro un buon Pedrosa e uno Stoner in versione &#8220;coitus interruptus&#8221;. Rossi, decimo al traguardo, pare sia già stufo della GP12 e della Ducati. Chi scrive, invece, ha passato una notte insonne alle prese con bustine di biochetasi e beveroni a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La prima tappa della MotoGP se la porta a casa Lorenzo che si mette dietro un buon Pedrosa e uno Stoner in versione &#8220;coitus interruptus&#8221;. Rossi, decimo al traguardo, pare sia già stufo della GP12 e della Ducati. Chi scrive, invece, ha passato una notte insonne alle prese con bustine di biochetasi e beveroni a base di bicarbonato.</h2>
<p><span id="more-3755"></span></p>
<p>Il <strong>primo appuntamento con la MotoGP</strong>, serale e per giunta festivo, l&#8217;ho vissuto in famiglia, per la precisione a casa dei miei genitori per una frugale cena pasquale (un evento raro visto che viviamo a circa 100 km di distanza). Il programma concordato in anticipo era: cenetta leggera, chiacchiere varie e, in sottofondo, le immagini della gara. Peccato solo tra me e questo bel programmino si sia frapposta mia madre, donna solitamente morigerata ma che, per cause ancora sconosciute alla scienza moderna, quando mi vede si trasforma in una diabolica commmistione tra una matriarca una cuoca da mensa. Vedendomi poco le sue dimostrazioni d&#8217;affetto si riversano inevitabilmente sulla cucina, rendendo ogni pasto una duello letale tra chi è ai fornelli (lei) e il suo commensale preferito (io). Per farla breve, la cenetta leggera era così composta: dodici portate di cui tre antipasti, quattro primi, tre secondi, formaggi assortiti dell&#8217;alta Valtellina e, per finire, una rassegna di dolci pasquali (compreso un avanzo natalizio di panettone). Troppo, anche per uno come me.</p>
<p>Tornando alla gara, la griglia di partenza vede i soliti tre là davanti, <strong>Lorenzo, Stoner e Pierino-Pedrosa</strong> ma questa volta senza auricolare. Fin dai test prestagionali sono i piloti più in palla, per cui a meno di miracoli la vittoria sarà un affare tra loro. La prima macchiolina rossa in pista è piazzata al sesto posto, la seconda, quella più importante almeno per noi italiani, è relegata al 12esimo. Le cose per <strong>Rossi</strong> sembrano andare ancora peggio dello scorso anno: nel 2011, almeno, era il più veloce tra i piloti Ducati ora viene asfaltato pure da Hayden e Barberà. Non c&#8217;è più riguardo. Di buono invece c&#8217;è il <strong>numero di piloti</strong> presenti in griglia, dai 13 dello scorso anno si è passati a 21. Poco importa se 8 di questi sono le &#8220;comparse&#8221; della CRT, quel che conta, Ezpeleta docet, è essere in tanti e scenograficamente appetibili.</p>
<p>La prima parte di gara è come da copione, Stoner, dominatore storico di Losail, prende inesorabilmente il largo, dietro di lui Lorenzo e Pedrosa inseguono senza apparenti possibilità di riaggancio. Che le M1 quest&#8217;anno siano delle ottime moto lo ribadiscono i due privati Yamaha<strong> Cruchlow e Dovizioso</strong> che, baldanzosi come cervi maschi nella stagione degli amori, si prendono a cornate dal primo giro per stabilire chi dei due sarà la prima guida del team di Poncharal. Rossi, intanto, recupera due posizioni, fa a botte con Barberà e suscita tanta, tanta tenerezza.</p>
<p>Per quello che riguarda me, inizio la cena guardingo: mi muovo leggiadro tra i piatti, con uno stile a metà tra l&#8217;elegante e il compassato. Assaggio qui e là, annuisco distaccato alla cuoca, non chiedo bis e arrivo più o meno indenne al varco dei secondi. Mia madre incassa, sa che nella lunga distanza la favorita è lei e attende solo un mio momento di debolezza per farmi capitolare.</p>
<p>A tre quarti di gara <strong>Bastoner</strong> inizia a perdere qualche colpo (a fine gara rivelerà di avere avuto un problema al braccio destro): le traiettorie si fanno meno convinte e dietro di lui i due inseguitori cominciano a sentire di avere qualche possibilità. Lorenzo, più furbo di una gazza ladra, sa che dei due hondisti, il più pericoloso è Pedrosa perciò a pochi giri dal termine decide di rompere gli indugi passando Stoner in un punto in cui, da lì in poi, per qualche curva non è possibile superare. Il tempismo è perfetto, come da programma Pedrosa rimane bloccato e il Conquistador si prende circa un secondo di margine volando verso la vittoria. Camomillo alla fine riesce a passare Stoner (grandissima staccata in fondo al rettilineo) e si va a prendere in scioltezza il secondo posto mentre l&#8217;australiano, dolorante e con le gomme finite, si accontenta di chiudere il podio. Dietro di loro, dei due cervi Tech3 ha la meglio Crutchlow, poi è la volta di Dovizioso, Hayden, Bautista, Bradl e Barberà.<strong> Solo decimo Rossi</strong>, staccato di 33 secondi da Lorenzo e di 6 dal suo compagno di squadra. Colin Edwards, il più veloce dei piloti CRT è dodicesimo a un minuto dal primo. <strong></strong></p>
<p><strong>Peggio di Rossi sto solo io</strong>, che tra la prima e la seconda informata di secondi, preso dal sorpasso di Lorenzo, ho ceduto al bis di filetto di maiale. Una mossa improvvida che ha inesorabilmente demolito il mio autocontrollo e aperto la strada a una vera e propria &#8220;goleada&#8221; materna, culminata con &#8220;il classico&#8221; colpo finale: tripla fetta di torta imbevuta nella crema di mascarpone. Letale.</p>
<p><em>PS1 &#8211; Menzione d&#8217;obbligo alla neo coppia di commentatori Meda-Rangheri. Non ce ne voglia Reggiani, ma l&#8217;arrivo di &#8220;Giuliogas&#8221; ha dato alla telecronaca un equilibrio finalmente godibile. Speriamo che duri.</em></p>
<p><em>PS2 &#8211; L&#8217;intervista di Rossi nel dopo gara non ci è piaciuta. Essere così palesemente insofferenti già alla prima gara dell&#8217;anno è un segno di resa imperdonabile, oltre che una mazzata che i tifosi Ducati non si meritano.</em></p>
<p><em>PS3 &#8211; Il gatto nella foto, sebbene le apparenze suggeriscano il contrario, non è morto. Anche lui è vittima della dieta impostagli da mia madre. All&#8217;anagrafe felina è registrato con il nome di Supermario ma, a causa degli 11,5 kg di peso e del miagolio vagamente aggraziato, nel quartiere è conosciuto come Platinette.</em></p>
<p><em>PS4 &#8211; Menzione anche per la mia quasi-consorte A., donna totalmente digiuna in campo motoristico e sempre in grado di deliziarmi con perle di pregiata fattura. L&#8217;ultima in ordine di tempo, durante le premiazioni in Qatar. Osservando l&#8217;emiro che premiava Lorenzo ha esclamato: &#8220;toh, come mai c&#8217;è una suora con una coppa in mano?&#8221;. </em></p>
<p><em>PS5 &#8211; La vita continua, le gare anche. Marco però, continua a mancarci. </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.real-bikes.com/2012/04/la-mia-motogp-round-1-qatar/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

