Rossi fa un sorpasso e la MotoGP ritorna la fabbrica di spettacolo che anni di gestione Ezpeleta ci hanno insegnato ad amare. Questo il sunto della tappa di Le Mans, la prima per Stoner baby pensionato e unica, per ora, con una Ducati sul podio. Ma i dubbi, almeno per me, sono altri
Premesso che Lorenzo con la vittoria di ieri ha dimostrato di essere un combattente tanto intelligente quanto provvisto di palle, premesso che Rossi, quando le moto sono livellate, è ancora un signor pilota, premesso che Stoner, a Le Mans, ha fatto capire una volta di più che il mondiale lo può perdere solo lui, premesso che Dovizioso e Crutchlow, come due fratellini in una culla, più passa il tempo più si influenzano a vicenda (peccato che stiano assimilando ognuno i difetti dell’altro), premesso che Pedrosa col talento che ha non può avere paura della pioggia, premesso che De Puniet, con quel numero alla partenza si è guadagnato la stima di tutti i Paperoga d’Italia,
premesso tutto ciò, ecco, io la MotoGP proprio non la capisco più. Mentre ero sul divano, speranzoso di trovare po’ di sano svago in queste tristi giornate funestate dalla pioggia, nella mia mente ottenebrata dall’abbondante spuntino prandiale, si sono fatte strada tre considerazioni:
1) Il senso della MotoGP – Da che mondo è mondo, tutto ciò che riguarda una moto, generalmente è più figo farlo sotto il sole. Se piove lo spettacolo, il divertimento vanno un po’ a farsi benedire, sia che si tratti di un GP, sia che si tratti del giretto domenicale con fidanza al seguito. Prendendo ad esempio la SBK, nella piovosa Assen è andata così così (non parlo di Monza che è meglio), ma a Donington, è bastato un raggio di sole perché quel branco di pazzi facesse sfracelli (Rea, non solo in senso figurato). In MotoGP, invece, tutto funziona al contrario: se c’è il sole, più che una gara pare una processione, se piove, spesso, qualcosa di divertente accade. Mi sembra evidente che c’è qualche problema alla base.
2) MotoGP a Sky e SBK a Mediaset – E vabbè, tutto ‘sto vociare nei forum, mi sembra eccessivo. Meda sì, Meda no è un falso problema. Anche Vignando è campione mondiale di “Neologismo Estremo” e a dirla tutta, a me neanche dispiace. Il problema vero, piuttosto, sarà il fatto che la MotoGP diventerà a pagamento… Se a questo ci aggiungiamo che dal 2014 la categoria perderà pure la miediaticità garantita da Rossi, rischiamo di ritornare all’età della pietra motociclistica. Che poi, sarà mica così male?
3) Ritiro di Stoner – La dietrologia non serve. Mettiamola in questi termini: un 27enne che professionalmente ha già ottenuto tutto ciò che desiderava, nel pieno delle forze psicofisiche, milionario, ammirato da tutti, sposato con una che oltre che gnocca è pure una brava ragazza, molla tutto per andare ad addestrare canguri nel suo mega-ranch australiano. Possiamo davvero biasimarlo? Io credo di no.





