Stoner vince e Lorenzo segue a ruota: anche a Jerez i due ribadiscono che la MotoGP è affare loro. Dietro però, anche se per poco, a sollazzare il nostro bisogno di spettacolo ci hanno pensato gli altri, le cosiddette seconde guide…
Gara a due facce, quella di Jerez. Non una delusione, ma quasi. Un po’ come quando conquisti una gran bella donna dalle forme procaci e al momento di concludere scopri uno smodato abuso di wonderbra. Mica per questo ti fermi, ci mancherebbe, però un po’ della poesia passa (lo stesso discorso vale a parti invertite, quando si scoprono i calzini nelle mutande). Hayden e Crutchlow ce l’hanno messa tutta a stuzzicare gli istinti, ma poi, dopo dieci giri infuocati, i valori in campo si sono ristabiliti e abbiamo assistito alla solita barbogia passerella in fila indiana.
E pensare che l’appuntamento di Jerez per me è uno dei più interessanti: prima di tutto in quella pista ho avuto la fortuna di girarci e questo mi garantisce il diritto di pontificare liberamente su ogni sorta di traiettoria (a proposito, ma a Crutchlow che diavolo di piantina del circuito hanno dato?); in seconda battuta, la mia anima infantile rimane sempre affascinata alla vista di quell’enorme disco piazzato sul traguardo, una sorta di Enterprise in salsa spagnola che mi riporta inevitabilmente indietro negli anni*.
Tornando alla gara, i primi dieci sono stati davvero una gran figata. Sei, dico sei piloti a giocarsi la prima posizione è qualcosa che di solito vedi solo in Superbike (o a un qualsiasi semaforo milanese), non di certo in MotoGP, almeno non in quella degli ultimi anni.
Se Stoner, Lorenzo e aggiungiamoci pure il buon Pedrosa (ieri aveva il testosterone a 1000, sembrava il mitico Andreas Krieger, ex lanciatore del peso della DDR) è evidente che facciano storia a sé, il massimo della goduria ce lo hanno regalato Crutchlow, Hayden e, in minima parte, pure Dovizioso. I primi due hanno messo in piedi un inizio di gara meraviglioso, l’inglese è stato arrembante ai limiti del controproducente, in certe curve sembra Willie il coyote alle prese con gli strapiombi e i razzi ACME. L’americano invece, ha guidato da americano: ha tirato fuori le palle e ci ha provato senza risparmiarsi fino a che la GP12 ha retto.
Peccherò in dietrologia, ma quando la magia è finita e Nicky ha iniziato a staccarsi per un attimo ho pensato che l’abbia fatto di proposito: si è fermato per evitare al codazzo di commentatori italiani di cercare una spiegazione sul perché lui riesca ad andare forte e Rossi, invece, no (in telecronaca, in effetti, non sapevano più come giustificarselo…).
Per quanto riguarda Rossi, invece, non mi stancherò mai di ripeterlo: vederlo lottare per il nono posto con Barberà e affini mette tristezza. Tanta tristezza.
Le uniche buone notizie per noi italiani arrivano dalla Moto3, classe in cui sembra sia nata una stella: ha sedici anni, si chiama Romano Fenati e nel circuito spagnolo ha messo in piedi uno show da capogiro, vincendo di forza e prendendosi la testa del mondiale. Tutti ne dicono un gran bene (soprattutto la FMI di cui Romano “dovrebbe” essere un prodotto), speriamo che tutte queste belle parole non lo brucino prima del tempo.
Ps – Ai pochi che vogliono sapere come il sottoscritto ha vissuto i 27 giri di Jerez (e se state leggendo questa rubrica, dovrebbe proprio interessarvi), devo confessare che, almeno questa volta, non c’è stata nessuna mirabolante avventura: Jerez me la sono goduta comodamente sul divano. L’unica stranezza è che l’ho fatto vestito di tutto punto, in attesa che la mia futura consorte si decidesse a uscire dal bagno per portarmi in pellegrinaggio all’Ikea. Più o meno è andata così: giro di ricognizione, lei: “amore, vestiti che sono pronta!”. Obbediente come un beagle da riporto, allo spegnersi del semaforo rosso ero già in giacca di pelle, sciarpina e Ray-ban d’ordinanza.
Alla fine siamo usciti durante Fuori Giri, proprio quando Bobbiese ha rivelato al mondo che Stoner vuole ritirarsi. Meglio l’Ikea.
*Ci sarebbe anche un terzo motivo, ma visto che dovrei citare il particolare connubio tra bordelli e presentazioni stampa, preferirei sorvolare. O meglio, rimandare ad altro post.





