Le parole di Rossi nel dopo Qatar mi hanno reso più acido del solito. Tutti dicono di tutto, ti pare che io, in un momento del genere, non dica la mia?!
Secondo me le moto son come la musica: se non ti piace il pezzo lo suoni o lo canti male, non benissimo comunque sia. E se scrivi un pezzo per un musicista che non ti dà feeling, scrivi un pezzo così così, di maniera.
A Rossi la Ducati non è mai piaciuta. Non dico tecnicamente, a Rossi, come a quasi tutti i piloti professionisti, basta che la moto sia vincente, intendo che non gli piace proprio “culturalmente”. Come la Ferrari, che lui “odiava” ai tempi della vincente Williams di Jaques Villeneuve. E, mi vien da sospettare, non si impegna fino in fondo.
Crescendo, Rossi – che sarà pure privo di cultura in senso “scolastico”, ma è talentuoso oltre ogni limite – scopre con abilità negli anni che ci sono auto e moto che hanno “consistenza storica”, come appunto la Ferrari e la Ducati. Ma è solo una scoperta mossa da un’inevitabile coscenza portata dal trascorrere del tempo. Non è amore. Tuttavia le corteggia, Ferrari e Ducati, e bravo com’è in queste cose si fa soprattutto corteggiare. Storie vincenti che si incrociano. Lui vuole la loro storia, la loro celebrità, loro vogliono la sua fame di vincere. Le vuole Rossi, ma come una specie di Re Mida dei Limoni, tingendo di giallo fluo tutto quel che tocca…
Non che si debba necessariamente amare il mezzo meccanico che ci permette di competere e vincere, ma un certo feeling culturale non guasterebbe a mio avviso. Penso a certi campioni del passato, da Barry Sheene a Capirossi, da Bayliss a Schwantz… Non vedo in Rossi lo stesso slancio al sacrificio, la stessa abnegazione, il che non significa che non si impegni. Si porta appresso il suo staff, non il suo amore.
Nel frattempo, la Ducati infila una cappella dopo l’altra, pensando all’italiana che un motore potente possa tutto, come si diceva una volta. Una squadra che aveva una moto strana dà la moto strana a Rossi, che guida in modo altro, e la fa mettere a punto alla squadra di Rossi… Un management a mio parere folle. Soprattutto a livello di Del Torchio e Domenicali. Preziosi è un mezzo genio, non ce la si può prendere sempre e solo con lui o con Rossi.
Che Rossi non doveva andare in Ducati eravamo in molti ma non moltissimi a dirlo. Purtroppo è stato sedotto dal fatto che, visto che era stato messo molto in difficoltà da Lorenzo, allora lui, come un mago Merlino, avrebbe fatto magie con la scorbutica, “inguidabile” Rossa, quella che aveva sì inventato la carriera di Stoner, ma che aveva troncato anche quelle di gente come Capirossi, Melandri, Gibernau… E messo in crisi pure il grande Stoner, per non dire delle figure di Checa e dei parziali successi in moto GP di Bayliss (gran finale a parte).
Conclusione: Rossi ha scelto male perché Lorenzo gli ha fatto perdere le staffe. Non è rimasto lucido.
Il CDA Ducati non ne azzecca molte. Possiamo argomentare che i risultati di vendita sono buoni nonostante la situazione attuale, mi limito a considerare che cambiano i modelli ma sempre 40 mila moto si fanno, aumenta la gamma, ma sempre 40 mila moto si fanno. Poi ok, c’è quel brand che ormai è diventato una roba ingombrante, mica sempre facile da gestire.
Preziosi deve smetterla di pensare ai motori, ché 20CV sù o giù non contano un granché, e devono tutti farsi dire dalla Yamaha come si fa a fare le curve.
E poi il motomondiale deve mollare la Bridgestone, che da quando è sulla scena di errori ne ha fatti oltre ogni sopportazione. Si torni alla competizione tra gommisti, mica è Superstock ‘sta cosa! È un mondiale prototipi!
Per ora basta così, per ora.






caro Marco
la mia sensazione è che la Ducati sia “ingessata” nel suo status di piccolo Davide che lotta contro i Golia giapponesi, non tanto a livello di progettista quanto a quello organizzativo.
L’affetto incondizionato dei ducatisti (sennò non sarebbero tali) alimenta la convinzione del gruppo dirigente che si stia comunque andando nella giusta direzione, qualsiasi essa sia o comunque che si stia facendo tutto il possibile, nella lotta contro i colossi nipponici dotati di ben altri mezzi.
Proprio Yamaha prima e Honda poi si sono viste costrette ad aspettare anni prima di imbroccare il periodo buono per l’accoppiata moto – pilota e raccogliere i risultati attesi.
Ducati invece “deve” fare il risultato subito.
Purtroppo nell’affannosa ricerca del colpaccio di genio italico, del risultato eclatante che renda finalmente giustizia all’impegno profuso dall’azienda, al popolo degli appassionati ducatisti, da sempre abituati a ben altro in SBK, alla stampa che preme senza soluzione di continuità, spesso con tifo calcistico che secondo me niente ha a che vedere con il mondo delle moto, senza contare l’immaginabile brama di risultati degli sponsor e dello stesso pilota (uno che ha vinto come lui è indiscutibile come la Ducati per i ducatisti) abbiamo visto sfilare una dietro l’altra versioni diverse di telai e motori (vedi l’esperimento di trapianto dell’anno scorso dopo le buone impressioni di Valentino nel test della 1000) che dopo il primo momento di sensazioni positive evidenziano difficoltà in gara, con i soliti (lo dice Valentino e come non credergli?) problemi di avantreno che non dà sicurezza, ecc.
Chissà che la quasi certa acquisizione da parte di Audi, con la relativa disponibilità di mezzi non possa modificare lo status di “Davide contro Golia” che da sempre caratterizza la Ducati e consentirle di impostare programmi che vadano ben oltre l’immediato con l’utilizzo degli eroi (come altro chiamarli?) del reparto corse che ad ogni nuova idea si trovano a lavorare come matti, quale che sia il giorno o periodo dell’anno?
È quello che mi auguro di cuore, in primis per la Ducati che corre e di conseguenza per quella che costruisce le moto di serie e per i ducatisti doc.
Lo spero proprio.
ciao amico!
Caro Pier, metti molta – buona – carne al fuoco, si potrebbe dire…
Un’ipotesi della mancanza di prestazioni adeguate potrebbe essere questa: il telaio Ducati, pur cambiando natura nella composizione, restai sostanzialmente identico nelle geometrie…? Questo potrebbe spiegare come mai Rossi vada “così così” con qualsiasi telaio. Perché il telaio non cambia nella filosofia di fondo, insomma. Certo varia nelle flessibilità, ma supponi che il canotto e l’avancorsa e l’interasse…
ok
Ciao, devo dire che non conoscevo, fino a qualche giorno fa,
Real bikes.com e devo dire come mai ….
Non mi son SVEGLIATO PRIMA!!!
MI COMPLIMENTO con PISTONI, con il modo in cui scrivi fuori dagli schemi….
Del tenere sempre e cmq. In alto o la moto o il campione!!!
Ed andando sullo specifico …. V.R.46 Vs. Ducati
((( io non sono tecnico ma solo appasionato del motore su 2 ruote )))
Dico….
Che il doctor ha ancora voglia di vincere e riemergere,
Non ama le sconfitte… Non ama questa moto, non riesce ad amare il modo con cui si opera,
O forse i suo staff non è messo in condizione di muoversi come magari avrebbe dovuto fare…
Io non discuto ne la moto … Condivido il fatto che ha piegato diverse carriere ….
Ne il Pilota … VALE sempre TANTO !!!
ma io (((SEMPRE DA IGNORANTE)))
DICO E RIBADISCO DA QUANDO LA DUCATI È IN MOTO GP….
È inutile avere il motore di una FERRARI quando hai un’aerodinamica di una MULTIPLA
UN’altro con una LOTUS … più armonica,ed equilibrata potrà darti cmq. Paga ….
È VERO che sono prototipi… Ma il Davide contro Golia …
Sta combattendo contro se stesso e poi contro Golia…
Ne vedremo delle belle speriamo…!?!?!?
Benvenuto dunque in questa piccola comunità di squilibrati!
Tutto bello, ma i commenti devono stare subito sotto la notizia. E 3.
Dacci una mano anziché protestare. Sappiamo che con i tasti vai più svelto che in moto, su su.
E3 che significa? 3 volte ce l’hai detto? me le sono perse le altre.
Lamentone comunque eh.