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04/09/2012

La mia MotoGP – Round 1 – Qatar

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La prima tappa della MotoGP se la porta a casa Lorenzo che si mette dietro un buon Pedrosa e uno Stoner in versione “coitus interruptus”. Rossi, decimo al traguardo, pare sia già stufo della GP12 e della Ducati. Chi scrive, invece, ha passato una notte insonne alle prese con bustine di biochetasi e beveroni a base di bicarbonato.

Il primo appuntamento con la MotoGP, serale e per giunta festivo, l’ho vissuto in famiglia, per la precisione a casa dei miei genitori per una frugale cena pasquale (un evento raro visto che viviamo a circa 100 km di distanza). Il programma concordato in anticipo era: cenetta leggera, chiacchiere varie e, in sottofondo, le immagini della gara. Peccato solo tra me e questo bel programmino si sia frapposta mia madre, donna solitamente morigerata ma che, per cause ancora sconosciute alla scienza moderna, quando mi vede si trasforma in una diabolica commmistione tra una matriarca una cuoca da mensa. Vedendomi poco le sue dimostrazioni d’affetto si riversano inevitabilmente sulla cucina, rendendo ogni pasto una duello letale tra chi è ai fornelli (lei) e il suo commensale preferito (io). Per farla breve, la cenetta leggera era così composta: dodici portate di cui tre antipasti, quattro primi, tre secondi, formaggi assortiti dell’alta Valtellina e, per finire, una rassegna di dolci pasquali (compreso un avanzo natalizio di panettone). Troppo, anche per uno come me.

Tornando alla gara, la griglia di partenza vede i soliti tre là davanti, Lorenzo, Stoner e Pierino-Pedrosa ma questa volta senza auricolare. Fin dai test prestagionali sono i piloti più in palla, per cui a meno di miracoli la vittoria sarà un affare tra loro. La prima macchiolina rossa in pista è piazzata al sesto posto, la seconda, quella più importante almeno per noi italiani, è relegata al 12esimo. Le cose per Rossi sembrano andare ancora peggio dello scorso anno: nel 2011, almeno, era il più veloce tra i piloti Ducati ora viene asfaltato pure da Hayden e Barberà. Non c’è più riguardo. Di buono invece c’è il numero di piloti presenti in griglia, dai 13 dello scorso anno si è passati a 21. Poco importa se 8 di questi sono le “comparse” della CRT, quel che conta, Ezpeleta docet, è essere in tanti e scenograficamente appetibili.

La prima parte di gara è come da copione, Stoner, dominatore storico di Losail, prende inesorabilmente il largo, dietro di lui Lorenzo e Pedrosa inseguono senza apparenti possibilità di riaggancio. Che le M1 quest’anno siano delle ottime moto lo ribadiscono i due privati Yamaha Cruchlow e Dovizioso che, baldanzosi come cervi maschi nella stagione degli amori, si prendono a cornate dal primo giro per stabilire chi dei due sarà la prima guida del team di Poncharal. Rossi, intanto, recupera due posizioni, fa a botte con Barberà e suscita tanta, tanta tenerezza.

Per quello che riguarda me, inizio la cena guardingo: mi muovo leggiadro tra i piatti, con uno stile a metà tra l’elegante e il compassato. Assaggio qui e là, annuisco distaccato alla cuoca, non chiedo bis e arrivo più o meno indenne al varco dei secondi. Mia madre incassa, sa che nella lunga distanza la favorita è lei e attende solo un mio momento di debolezza per farmi capitolare.

A tre quarti di gara Bastoner inizia a perdere qualche colpo (a fine gara rivelerà di avere avuto un problema al braccio destro): le traiettorie si fanno meno convinte e dietro di lui i due inseguitori cominciano a sentire di avere qualche possibilità. Lorenzo, più furbo di una gazza ladra, sa che dei due hondisti, il più pericoloso è Pedrosa perciò a pochi giri dal termine decide di rompere gli indugi passando Stoner in un punto in cui, da lì in poi, per qualche curva non è possibile superare. Il tempismo è perfetto, come da programma Pedrosa rimane bloccato e il Conquistador si prende circa un secondo di margine volando verso la vittoria. Camomillo alla fine riesce a passare Stoner (grandissima staccata in fondo al rettilineo) e si va a prendere in scioltezza il secondo posto mentre l’australiano, dolorante e con le gomme finite, si accontenta di chiudere il podio. Dietro di loro, dei due cervi Tech3 ha la meglio Crutchlow, poi è la volta di Dovizioso, Hayden, Bautista, Bradl e Barberà. Solo decimo Rossi, staccato di 33 secondi da Lorenzo e di 6 dal suo compagno di squadra. Colin Edwards, il più veloce dei piloti CRT è dodicesimo a un minuto dal primo.

Peggio di Rossi sto solo io, che tra la prima e la seconda informata di secondi, preso dal sorpasso di Lorenzo, ho ceduto al bis di filetto di maiale. Una mossa improvvida che ha inesorabilmente demolito il mio autocontrollo e aperto la strada a una vera e propria “goleada” materna, culminata con “il classico” colpo finale: tripla fetta di torta imbevuta nella crema di mascarpone. Letale.

PS1 – Menzione d’obbligo alla neo coppia di commentatori Meda-Rangheri. Non ce ne voglia Reggiani, ma l’arrivo di “Giuliogas” ha dato alla telecronaca un equilibrio finalmente godibile. Speriamo che duri.

PS2 – L’intervista di Rossi nel dopo gara non ci è piaciuta. Essere così palesemente insofferenti già alla prima gara dell’anno è un segno di resa imperdonabile, oltre che una mazzata che i tifosi Ducati non si meritano.

PS3 – Il gatto nella foto, sebbene le apparenze suggeriscano il contrario, non è morto. Anche lui è vittima della dieta impostagli da mia madre. All’anagrafe felina è registrato con il nome di Supermario ma, a causa degli 11,5 kg di peso e del miagolio vagamente aggraziato, nel quartiere è conosciuto come Platinette.

PS4 – Menzione anche per la mia quasi-consorte A., donna totalmente digiuna in campo motoristico e sempre in grado di deliziarmi con perle di pregiata fattura. L’ultima in ordine di tempo, durante le premiazioni in Qatar. Osservando l’emiro che premiava Lorenzo ha esclamato: “toh, come mai c’è una suora con una coppa in mano?”.

PS5 – La vita continua, le gare anche. Marco però, continua a mancarci.






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2 Comments


  1. Sbrigati a prendere in moglie A., una donna così va messa sotto assicurazione. Concordo su tutto (tranne che sulla tua dieta)… A partire dal commento del Dottor Rossi, non proprio carino nei confronti della squadra. C’è da dire che, come ha giustamente sottolineato, per uno come lui arrivare sesto o diciottesimo non cambia nulla, lui deve stare davanti altrimenti non gioca. E la GP12, al momento, non lo fa giocare.
    Concordo anche sul fatto che ci manca (tantissimo) il Sic, non l’avrei pensato ma si sente il vuoto. Non mi mancherebbero, invece, alcune dichiarazioni che ho sentito nell’aere sui suoi riguardi e su beatificazioni mediatiche che, pace all’anima sua, sono fuoriluogo. Ci manca, punto, non serve che lo facciamo santo. A me, poi, manca Capirex.
    Invece vorrei dare il benvenuto a quel sedicenne che senza tante scritte sulla carena e col casco bianco da autentico outsider ha fatto vedere a tutti i sorci verdi in Moto3: Romano Fenati, un giovane con la faccia pulita e un gran manico. Credo che sentiremo parlare di questo ragazzo.



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