La moto più attesa del 2012 è stata provata nel circuito di Abu Dabhi. A quanto pare, guidare la Panigale è talmente appagante che al confronto la farfallina di Belen è sexy quanto uno scarabocchio su di un pezzo di carne.
Inannzitutto premettiamo che tutta la redazione di Real-Bikes (compresa la nostra Nicoletta) prende le distanze da questa corrente di pensiero e, una volta di più, ribadisce con maschio vigore la sua viscerale passione per la Rodriguez.
E state sicuri che la cosa non cambierà neanche quando avremo la possibilità di provare la moto. Anche perché, quando ciò avverrà, non andremo certo a rinchiuderci in un anonimo circuito come quello di Abu Dabhi. Per la precisione (ed è giusto che Ducati lo sappia) il test lo svolgeremo tutto in Corso Como (altro ambiente naturale della Panigale): hai visto mai che in sella alla rossa oltre a divertirci, si riesca pure a conquistare Belen.
In ogni caso, a parte gli scherzi e le doverose precisazioni, questa è la prima volta che ci capita di raccogliere pareri così unanimi nei confronti di una motoretta. La Panigale ha stregato proprio tutti. A quanto pare il salto quantico promesso dalla Ducati all’Eicma si è veramente realizzato.
A 19 anni dalla 916, Ducati ha sfornato un altro capolavoro.
Ci parlano della Panigale inSella.it, Moto.it e Omnimoto.it
MOTORE
inSella.it: Il nuovo bicilindrico ha perso un po’ di spinta ai medi e bassi regimi (rispetto al vecchio “Testastretta”) e qualche “rumorino caratteristico” come quello della frizione antisaltellamento ma sorprende per la rapidità con cui sale di giri. D’altra parte con 25 CV in più da gestire avere più schiena ai regimi intermedi avrebbe potuto creare qualche problema, così si tratta solo di abituarsi ad usare di più il cambio, che è rapidissimo e preciso anche se strapazzato, per tenere il “Superquadro” nella zona alta del contagiri.
Moto.it: Il motore, come dicevo, è una furia agli alti regimi, e la voracità con cui fa richiesta di nuovi rapporti mette a dura prova il cambio, che però grazie al quick shifter, non perde un colpo, mentre i tentativi di decollo della ruota anteriore si fanno più frequenti, e l’unico modo per tenerli a bada è quella di anticipare la cambiata.
Omnimoto.it: Ma veniamo al motore, altro primo attore di questo colossal. Anche in questo caso è bene cancellare ogni ricordo legato ai “pomponi” e provare il Superquadro, perché l’erogazione è completamente diversa.
Ducati ha voluto cercare potenza assoluta ai regimi elevati, e di conseguenza ha innalzato l’alesaggio fino agli incredibili 112 mm; ciò ha avuto come conseguenza naturale un certo svuotamento dell’erogazione ai regimi più bassi. In effetti, questo motore, dal minimo fino a 6.000 giri/min circa va meno del suo predecessore, e ciò potrebbe anche rivelarsi un vantaggio per gli utenti meno smaliziati. Quanto l’indicatore del contagiri raggiunge quota 7.000, però, qui si scatena una forza propulsiva inusitata, che si arresta solo quando il regime varca gli 11.000 giri/min.
ELETTRONICA
inSella.it: I controlli elettronici che gestiscono la Panigale lavorano bene: ci è piaciuta soprattutto la possibilità di gestire il freno motore.
Moto.it: Il bicilindrico è impressionante, tra i 7.500 e gli 8.000 giri, cambia passo e ti trasmette una sensazione di potenza maestosa.Forse, dentro al pacchetto elettronico, un antiwheeling potrebbe trovare il suo spazio.
La trazione è tanta, ma la coppia del “pompone” è altrettanto abbondante, per cui ogni tanto la spia del controllo di trazione si accende, ma il suo intervento è molto ben filtrato, niente a che vedere con quello della 1198 che non si poteva propriamente definire lineare.
Omnimoto.it: Il rinnovato sistema di Traction Control aiuta tantissimo il pilota, tenendo a bada l’esuberanza del propulsore. Rispetto ai precedenti sistemi DTC, questo è ora molto meno invasivo, e fa avvertire la sua presenza sotto forma di controllate riduzioni della coppia motrice.
Eccezionale il cambio assistito elettronicamente, che non ha mai creato il benchè minimo problema né a salire di marcia né in scalata.
CICLISTICA
inSella.it: La nuova Ducati mantiene le promesse, sembra pesi 30 kg in meno della 1198 (in realtà sono 7 kg): l’avantreno è rapido e reattivo e mantiene sempre la giusta precisione. Anche la guida risulta più facile, la Panigale permette di correggere la traiettoria con facilità e nelle curve a bassa velocità è molto più facile da riprendere rispetto alla “vecchia” 1198.
Moto.it: Leggera, mostruosamente rapida nei cambi di direzione, e con una capacità di prendere la corda di una curva da seicento, la Panigale ti strega sin da subito. Più spingi e più ci entri in sintonia. […] L’avantreno tende a perdere contatto con l’asfalto nelle prime tre marce, sotto la spinta della cavalleria, ma una volta riconquistato il terreno è preciso come un bisturi.
Omnimoto.it: Fin dai primi giri in pista, emerge spontaneamente la dote più evidente della Panigale: la maneggevolezza nei cambi di direzione. Il layout costruttivo delle Ducati precedenti, ha sempre generato ciclistiche estremamente rigorose e precise sul veloce, ma ineffabilmente dure da far voltare sullo stretto. Ecco, la Panigale spazza via in un colpo questa caratteristica mostrando una facilità nel cambiare piega davvero inusitata. Il merito va in parte ascritto al peso ridotto, ma soprattutto al nuovo layout ciclistico che ha generato una moto con un bilanciamento tutto diverso rispetto a prima.
FRENATA
inSella.it: Anche l’ABS (disinseribile) è da riferimento: in modalità Race agisce solo sull’anteriore e permette staccate al limite fino a far sollevare il posteriore (se si vuole).
Moto.it: Un paio di disattenzioni, mi consentono di testare il funzionamento dell’ABS, che ha delle soglie di intervento e un funzionamento ottimali. In compenso i freni hanno perso quell’aggressività che caratterizzava l’impianto della 1198 nella prima parte della frenata, e sono oltre che potentissimi, estremamente modulabili e resistenti alla fatica.
Omnimoto.it: I freni meritano la lode: il rinnovato impianto Brembo con pinze M50 offre la stessa potenza frenante delle monoblocco precedenti, ma senza quell’eccesso di aggressività che il precedente impianto mostrava all’inizio della frenata. L’ABS Bosch 9 Enhanced ha mostrato una taratura perfetta e non è mai intervenuto in maniera invasiva. In realtà esso assolve una valida funzione stabilizzatrice senza che il pilota se ne accorga, perché ripartisce una piccola percentuale di pressione anche sul freno posteriore. Disattivando la frenata combinata, infatti, si è in grado di mantenere la sicurezza dell’ABS sull’anteriore, permettendosi però di far intraversare leggermente la moto in ingresso di curva
POSIZIONE DI GUIDA
inSella: Buona la posizione di guida: nonostante le dimensioni compatte, la Ducati Panigale accoglie bene anche i piloti più alti, peccato solo per la carena che non protegge bene, ma è così bella che le si perdona tutto…
Moto.it: I semimanubri aperti, le pedane che sono a una giusta distanza dalla sella, mettono a proprio agio piloti di taglie diverse. I comandi sono perfetti, e in ogni caso la possibilità di regolarli è totale.
[…] Anche solo prendere confidenza con il circuito e i comandi, guidando sciolti e rilassati, con il motore sotto coppia é facile come mai mi é capitato in sella a una superbike di Borgo Panigale, ma anche rispetto alla concorrenza.
Omnimoto.it: La posizione di guida, quindi, è più raccolta e meno affaticante ma, sebbene la moto sia davvero compatta, c’è tanto spazio per muoversi in sella in tutta libertà. Il serbatoio è stretto e la sua faccia posteriore bassa e arrotondata non disturba nella guida.
Le pedane sono ben posizionate e non toccano terra neanche nelle pieghe più esagerate e, se vi state chiedendo se l’ammortizzatore montato lateralmente dia impaccio nella guida, vi possiamo dire subito di no.
La protezione aerodinamica è buona: la forma della carenatura devia bene l’aria dalle spalle, sebbene il plexiglas del cupolino sia molto basso, ma se siete alti più di 1,80 m, vi consigliamo di certo l’acquisto di un plexi più alto.







