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10/15/2011

Cosa c’è di sbagliato in questo video?

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Written by: Nicola Andreetto
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Per il lancio della ZZR1400 Kawasaki pubblica un bel video emozionale. Eppure secondo la mia pignoleria c’è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo…

Il video ufficiale che presenta al mondo la nuova balistica Kawasaki ZZR1400 è stato rilasciato nella rete e ve lo linkiamo qua sotto. Quello che vi chiediamo è però cosa c’è di sbagliato o, meglio, cosa c’è di fuorviante in questa comunicazione. Il video è molto bello intendiamoci, ma come sapete a noi di Real-Bikes piace scuriosare e analizzare non solo i prodotti moto ma anche il modo in cui vengono comunicati, è una nostra piccola malattia.

Quello che secondo noi non è del tutto corretto in questo spot è l’immagine assolutamente parziale che viene data delle caratteristiche di questa moto. La Kawasaki la propone come il missile su due ruote più veloce del pianeta (cosa che in effetti è), ma non usa un’iperbole per spiegarcelo, cioè non è che la fa competere con uno shuttle e gioca sull’illusione della velocità supersonica o cavolate di questo tipo, la fa competere con un piccolo aereo turboelica

Uno spot che porta a chiedersi che senso ha il prodotto che rappresenta, ha qualcosa che non funziona. Specie se il prodotto il suo senso ce l’ha eccome

con il quale può effettivamente competere sul piano prestazionale, perlomeno su una striscia dritta di un paio di chilometri e mentre questo è in atterraggio. Così però si continua ad alimentare il mito della velocità che di fatto non potresti, a rigor di codice stradale, mai osare toccare su strada aperta al traffico (e dubito che molti di voi abbiano a disposizione un piccolo aeroporto personale o una pista con 2 km di rettilineo). A questo punto diventa comprensibile chiedersi che senso ha allora una moto come la Kawasaki ZZR1400, ed è proprio qui che sta l’errore. Primo perché arrivo a pormi questa domanda dopo aver visto un messaggio pubblicitario della stessa Kawasaki e secondo perché una moto come la ZZR1400 un suo senso ce l’ha eccome e per scoprirlo dovreste farci un viaggio e non una sparata di 2km. La ZZR – sulla nuova 1400 non possiamo ancora esprimerci con certezza assoluta non avendola testata, ma dall’esperienza sui modelli precedenti possiamo immaginarne le attitudini con una discreta certezza – permette di viaggiare a medie notevoli senza faticare e non è per nulla in imbarazzo sui tratti tortuosi. D’accordo tra i tornanti dello Stelvio non avrà l’agilità di una Supermotard 450 RRRRR, però in autostrada vai come un soffio e quando ci sono dei curvoni veloci ti senti prossimo alla perfezione. Tutto questo per dire che se fossimo Kawasaki cercheremo di far capire al mondo intero che la ZZR1400 non è soltanto una moto ultraveloce è una perfetta compagna di vita, con cui andare ovunque anche in due. E se proprio quel giorno vi viene la fregola di scendere in pista, lo potete fare. Forse per farlo capire ci vorrebbe una bella comparativa su più terreni tra ZZR1400 e ZX-10R… Parliamone.

 



About the Author

Nicola Andreetto
Responsabile editoriale. Autoproclamatosi dottore in filosofia centaura con una tesi “Sul rapporto tra uomo e motocicletta ai tempi del colera", annoiò commissione e astanti al titolo. Nostalgico per partito preso e senza motivo alcuno, ama il ferro, specie se arrugginito e inorridisce all'associazione meccanica-elettronica (questo prima di guidare una Multimultimultistrada). Nonostante l'aspetto bruto è un sentimentale: conserva la foto del Morini 50 e la sua adorata “Cibina” (a pezzi, nel freezer). Dovrebbe rinunciare a qualche fetta di salame e prendere in considerazione il progresso: è convinto che la forcella rovesciata abbia la ruota per aria. Per Real-Bikes pensa e parla ma quasi mai in quest'ordine. Il suo blog personale è www.scusamamma.it.




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