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06/27/2011

La mia MotoGP – 7# Assen

Ad Assen, Marco Simoncelli rovina l’ennesima gara con un errore al primo giro. Ne approfitta Spies che trova campo libero per centrare la sua prima vittoria in MotoGP. Fatti i complimenti di rito allo statunitense a tenere banco è sempre la tenuta psicologica del pilota romagnolo. Tutta la penisola si domanda: SuperSic ci è o ci fa?

Purtroppo, sabato ho dovuto marcare visita. La concomitanza della gara con il battesimo della figlia di due amici bocconiani, mi ha privato della gioia di assistere al GP di Assen e, quindi, alla prima storica vittoria di Ben Spies. Tuttavia, in attesa dell’inizio della cerimonia, al bar di fronte la chiesa ho potuto assistere ai primi due giri del gran premio e dunque all’ennesima puntata di “Giochi senza Frontiere” nell’edizione a cura di Marco Simoncelli.

SuperSic riesce a combinare tante di quelle cazzate in fila che Paperoga, a confronto, pare un ingegnere aerospaziale. Attualmente, in gara, fa più danni di un elefante in una cristalleria, è più letale di un bambino vestito di bianco con in mano un gelato al cioccolato, è più in affanno della mia donna quando è al volante (la mia eh, mica tutte!). Ad Assen non solo si stende come ormai consuetudine e per di più al primo giro, ma di quei quattro gatti che si trovano in pista assieme a lui decide di stendere il più fastidioso, quello che non aspettava altro per poter urlare al mondo “ah beh, cosa vi aspettavate da uno così?”.
Se non fosse che si sta giocando il campionato, verrebbe quasi da fargli i complimenti e incitarlo a continuare così, che almeno durante i gran premi ci divertiamo un po’, visto che ultimamente ci si inizia un po’ ad annoiare.
Ma a parte le battute sceme non si può non notare come la parabola sportiva attuale di SuperSic stia prendendo dei contorni quasi surreali. Da una parte è evidente il concretizzarsi di un talento fenomenale, le sue capacità sono fuori discussione e anzi, migliorano a ogni GP (esclusa la domenica, ovviamente…), dall’altra il buon Marco si sta inesorabilmente cucendo addosso la nomea di grande incompiuto, molto pericolosa, soprattutto se sei il 4° pilota di uno squadrone già affollato.
Una cosa, però, è sicura, le doti ci sono e prima o poi SuperSic saprà esprimere tutto il suo potenziale. Magari il salto di qualità non ci sarà quest’anno, non del tutto almeno, ma ci sarà.
Nell’attesa, a confortare il “patacca” e i suoi tifosi rimangono i precedenti, che sono tutti dalla sua. Senza scomodare il Dottor Rossi al suo primo anno in 500, basta guardare i risultati di Rolling Stoner nel campionato di debutto in MotoGP (correva l’anno 2006, zero vittorie, un podio, ottavo posto finale e innumerevoli carene frantumate) e del Conquistador Lorenzo nel 2009, impegnato più a pulire le piste col fondoschiena che a esibirsi in improbabili, quanto vittoriosi allunaggi. Tutti e tre furono criticati, ma tutti e tre si laurearono campioni del mondo l’anno seguente...

Il futuro per Simoncelli si preannuncia promettente, se non altro non potrà essere peggio di come sta andando ora.



About the Author

Massimo Miliani
Responsabile prove. Detto anche "il biondino" o "Faccia d'angelo" o ancora "Lo Zingaro felice" o semplicemente "L'esagitato" a seconda del grado di umidità presente nell'aria. Per i Carabinieri, la Stradale, la Guardia di Finanza e gli ausiliari del traffico rimane soltanto Massimo Miliani, classe 1980 giornalista, impennatore e psicologo. È nervoso vorace e notoriamente impaziente: he wants it all, he wants it now. Nonostante cerchi di mantenere un pubblico contegno per passare inosservato alle Forze dell'Ordine, non riesce a non impennare appena salta in groppa a una moto (o a schiantarsi contro le Nissan di vecchi francesi con i baffi a manubrio). Per Real-Bikes impenna, sbatte le ciglia e assume pose da divo.




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