Al Montmelò va in scena una gara monotona e piuttosto noiosa che non mi aiuta a superare la sonnolenza post-prandiale. Inerte assisto a una gita domenicale con 15 partenti (13 all’arrivo) capeggiati da uno Stoner imprendibile. Pure Lorenzo, per quanto ancora gli vada dritta, sembra un attimino preoccupato.
Stoner parte a razzo, guida come un ossesso ed espugna la Catalunya in pratica senza avversari (e non solo perché metà di loro è a farsi aggiustare una clavicola). Lorenzo cede ma porta a casa un secondo posto che in previsione mondiale è oro colato; Spies arriva terzo (e questa è l’unica vera novità del week-end) davanti a Dovizioso e Rossi; Simoncelli, che con la prima pole in MotoGP si stava riscattando dalla posizione scomoda di “sciupatore”, indovinate un po’? Sciupa tutto, parte male e si deve accontentare della sesta posizione, seguito da Crutchlow che, come quando era in SBK, quando resta in piedi sa pure camminare. In tutto questo fatico a tenere gli occhi aperti mentre il mio apparato digerente continua a ripetere “abbandonati” più di Giucas Casella. Gli unici guizzi arrivano dalle retrovie, dove si corre un monomarca Ducati parallelo alla MotoGP, nel quale Hayden fa ottavo e Capirossi può esultare nono (e non nonno, ancora), seguiti da Abraham e Barbera. A un certo punto si inserisce pure una Suzuki, l’unica Suzuki ad essere precisi, ma non ce la può fare. Elias nel frattempo continua a presentarsi al via con una Moto2, unica spiegazione plausibile ai suoi risultati. Raramente in quel della Catalunya abbiamo assistito a una gara tanto noiosa, nella quale brillano soltanto gli incisivi di Stoner avviato a tutta velocità verso un 2011 da favola. A quanto pare è fatto così, non ha mezze misure, e se non cade lui sta là davanti.
P.S.: suggerirei alla Dorna di fare correre prima la MotoGP e poi la Moto2, perché passare da 36 partenti a 15 mette un po’ tristezza.



